Atletica, l'addio di Bolt: "Era un dovere correre l'ultima gara"

Il giamaicano si è inginocchiato sulla pista di Londra: saluto da brividi

"In mattinata durante la batteria, alla coscia sinistra che poi mi ha tradito, ho avvertito un fastidio o qualcosa di più". Usain Bolt racconta l'infortunio: "Sono stato in dubbio sul da farsi, molti mi hanno consigliato di rinunciare. Eddy, il mio fisioterapista, che mi ha a lungo trattato tra una gara e l'altra, mi ha chiesto se pensassi fosse davvero il caso. Gli ho risposto che per me non era più una questione di 'volere', bensì di dovere".

Nell'impianto in cui si è laureato campione olimpico nel 2012, Usain Bolt ha ricevuto l'applauso dell'intero stadio per il giro d'onore finale con cui ha salutato il pubblico presente. Sugli schermi sono stati proiettati i due record del mondo sui 100 metri (9,58) e sui 200 metri (19,19) che lo sprinter giamaicano ha realizzato nella sua carriera, conclusasi con l'infortunio nella staffetta 4x100.

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