Il keniano ha fermato il cronometro a 2:00.25"
L'atleta keniano Eliud Kipchoge ha fallito il tentativo di correre la maratona sotto il limite delle 2 ore. La prova si è svolta all'alba all'autodromo di Monza e ha visto partecipare anche un nutrito numero di 'lepri', impegnate a tirare la corsa del 31enne keniano, che ha solo sfiorato il record, fermando il cronometro a 2:00.25". Non è sceso sotto le due ore come sperava, ma Kipchoge ha migliorato il record del mondo sulla distanza (42km e 195 metri) che apparteneva al connazionale Dennis Kimetto in 2:02.57".
La prestazione del campione olimpico di Rio 2016 tuttavia non sarà omologata dalla federatletica mondiale perché la gara di Monza non aveva le caratteristiche di ufficialità previste dalle regole internazionali. Kipchoge ha corso la gara più veloce di tutti i tempi, a meno di mezzo minuto da quel 1:59:59 che gli avrebbe garantito un premio da un milione di dollari e avrebbe regalato una straordinaria arma di marketing alla Nike. Il trentaduenne africano ha sbriciolato la miglior prestazione mondiale della disciplina, limando oltre due minuti e mezzo al 2:02:57 corso dal connazionale Dennis Kimetto a Berlino. Record che non sarebbe stato omologato anche perchè a tirare la corsa si sono alternate 14 lepri che si sono date cambi regolari con turni di riposo a bordo pista. Ancora da omologare anche le rivoluzionarie scarpette messe a punto dalla multinazionale americana per la sfida con piastra di carbonio a cucchiaio per irrigidire il movimento e 21 millimetri di rialzo in punta.
La sfida è iniziata alle 5.45 di mattina nelle condizioni ideali: 12 gradi, assenza di vento e niente pioggia. Al via, oltre a Kipchoge, c'erano gli altri due campioni selezionati tra i 60 dei migliori maratoneti mondiali e preparati negli ultimi due anni per questo appuntamento, l'etiope Lesisa Desisa e l'eritreo Zersenay Tadese. Il tris d'assi, preceduto dalle lepri e da una macchina che indicava al secondo il cronometraggio e il passo per centrare le due ore, è partito lento. Già al terzo chilometro però il ritmo dei corridori si è alzato scendendo sotto i target previsti dai tecnici. Alla mezza maratona il passaggio è stato di 59:53, ma proprio attorno al 21esimo chilometro Desisa e Tadese hanno iniziato a perdere terreno e il keniano è rimasto da solo. Al 30esimo chilometro le proiezioni indicavano ancora un tempo finale di 1:59:53 e lo sguardo di Kipchoge era quello di una sfinge. Al 13esimo dei diciassette giri da 2,4 km. del circuito però il ritmo è improvvisamente sceso. Un secondo al chilometro, poi due. Non un crollo vero e proprio ma un rallentamento che ha allontanato il sogno della corsa sotto le due ore. "Ho dato tutto quello che avevo - ha detto l'oro olimpico di Rio -. Mi spiace di aver fallito per soli 25 secondi. Ma ora so quanto valgo. Sarà per la prossima volta. Con allenamento adeguato ora so che si può fare. Questa comunque è già storia".
Eliud Kipchoge - 2:00:25
— Nike (@Nike) 6 maggio 2017
Il limite non è mai stato più vicino di così. #Breaking2 #justdoit pic.twitter.com/V3F9uCSxUU