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Formula E: Felix Rosenqvist vuole il titolo

Il circuito di Marrakech è stato in grado di svelarci chi ha le carte giuste per puntare in alto. Facciamo il punto sul Mondiale 100% elettrico, dopo i primi tre round, in attesa della gara-evento di Roma il 14 aprile in diretta su Italia1

di Francesco Neri
Formula E Rosenqvist vs Buemi, Foto Ufficio Stampa

Felix Rosenqvist vince l’E-Prix di Marrakech, e alla grande, prendendosi la rivincita non solo su Sebastian Buemi - che l’anno scorso, sullo stesso circuito, gli ha rubato il gradino più alto del podio proprio negli ultimi giri - ma anche su gara due di Hong Kong, dove la vittoria dello svedese è stata dettata dalla squalifica di Daniel Abt del Team Audi. “Non è questo il modo in cui voglio vincere”, ha dichiarato Felix dopo l’E- Prix di Hong Kong. Il ventiseienne del Team Mahindra, timido fuori dall’auto ma osso durissimo quando abbassa la visiera, quest’anno vuole il titolo e ha i mezzi per farlo.

La monoposto bianca e rossa motorizzata Magneti Marelli è cresciuta moltissimo durante la stagione passata (dove Felix arrivò terzo) e quest’anno si conferma una delle auto con cui fare i conti. Il circuito di Marrakech infatti è stato in grado di svelarci chi ha le carte giuste per giocare: i lunghi rettilinei, le curve tecniche e i “rischi” da correre sono molti.
E la guida di Felix, sempre al limite ma mai oltre, gli ha permesso di tenere un passo gara eccezionale e di risparmiare l’energia necessaria per sferrare l’attacco finale sulla Renault E-Dams di Buemi, che non è esattamente un pivello. Questo perché lo svedese non è solo veloce, ma è anche maturo, lucido: ha pianificato il suo sorpasso, lo ha progettato nel corso della gara.

La velocità conta, ma in Formula E, più che in ogni altro sport motoristico, bisogna essere piloti completi e bilanciati, saper trovare quel punto d’incontro sottile e delicato tra mentre fredda e cuore caldo. A questo si aggiunge l’attenzione maniacale per i dettagli del team gestito da Dilbagh Gill: non solo per quanto riguarda il propulsore elettrico, più leggero rispetto all’anno scorso e con una curva di coppia migliore, ma anche per quanto riguarda la verniciatura.

Già, il team per le grafiche della carrozzeria ha utilizzato un prodotto che non solo rende la quantità di vernice minima, ma che impedisce ai detriti (sporco, pezzi di gomma) di attaccarsi, garantendo il massimo della penetrazione aerodinamica anche a fine gara, quando si decide il tutto per tutto.

Quindi la Mahindra è l’auto più forte? Non esattamente. I team forti sono molti, tutti agguerriti e tutti molto vicini, e la partita è ancora apertissima. Dopo Mexico City, Santiago del Cile e Punte Del Este, arriveremo nel cuore di questo campionato, proprio a Roma. Ovviamente, siamo #bellicarichi! E aspettiamo le vostre domande per la cabina sui nostri social @SportMediaset con #FEsportmediaset.

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