Doping e ciclismo, "Non si usa il salbutamolo per doparsi"

Intervista a un medico che lavora nel ciclismo: "Alcuni fattori possono aver alterato i test dell'antidoping"

di LUCIANO CREMONA

Doping e ciclismo, "Non si usa il salbutamolo per doparsi"

Difficile districarsi quando si sente la parola doping, soprattutto se accostata al nome del ciclista più forte degli ultimi anni nelle corse a tappe. Quest'anno, poi, Chris Froome ha vinto Tour de France e Vuelta, una doppietta storica. E allora, appena è uscita la notizia della sua positività al salbutamolo, l'opinione pubblica si è subito sollevata con la classica reazione: "Ecco, il classico ciclista dopato". Froome è risultato positivo all'antidoping durante un controllo al termine della 18ª tappa della Vuelta, lo scorso 7 settembre. La sostanza incriminata è il salbutamolo, in una quantità doppia rispetto al consentito (2000 ng/ml anziché 1000 ng/ml).

Ci siamo fatti spiegare da un medico che lavora nel ciclismo, ma che per ragioni di opportunità preferisce restare anonimo, di cosa si tratta, cosa possa essere successo e se effettivamente il salbutamolo può dare dei vantaggi al corridore che lo assume.

Salbutamolo, innanzitutto di cosa si tratta e come agisce sull'organismo?
"Si tratta di un broncodilatatore utilizzato per curare l'asma. Agisce sui recettori dei bronchi, dilatandoli e permettendo una respirazione migliore".

Perché si usa?
"Il suo utilizzo si rende necessario per curare l'asma da sforzo, che si manifesta soprattutto in sforzi brevi ed intensi. Non si può pensare che una persona malata d'asma non possa praticare sport".

L'opinione pubblica, però, dice: "Guardacaso fa il ciclista, ha l'asma, e deve prendere il Ventolin. E poi lo beccano...".
"Obiezione ridicola. Pensate alla vita di un ciclista. Si allena almeno 3-4 ore al giorno all'aria aperta, quindi è incredibilmente sottoposto alle polluzioni atmosferiche. L'inquinamento, le polveri sottili, alla lunga, sensibilizzano l'apparato respiratorio. Il broncospasmo può diventare cronico e quindi l'utilizzo del Ventolin prima dello sforzo diventa necessario per chi ne soffre".

Tutta questa premessa per arrivare al caso di Froome. Come funziona l'antidoping con il salbutamolo?
"Mettiamola così: siamo abituati a vedere Froome utilizzare il Ventolin magari dieci minuti prima dello sforzo più impegnativo. Può farlo, non c'è nemmeno bisogno dell'esenzione (TUE). C'è però una limitazione: 1000 ng/ml. In pratica si possono assumere 1600 ng/ml nelle 24 ore, o 800 nelle 12 ore".

Veniamo alla domanda fondamentale: il salbutamolo è una sostanza che se assunta in dosi elevante va a "dopare" la prestazione del ciclista?
"Questo è il punto fondamentale della faccenda. Si è parlato di salbutamolo come stimolante, ma non è stato dimostrato, perché non accresce la performance. Si è parlato di salbutamolo come anabolizzante, magari utilizzato dai body builder, ma non va ad aumentare la massa muscolare. Perlomeno, per avere un effetto significativo, andrebbe assunto in dosi massicce e per una quantità di tempo molto lunga, il che va a cozzare clamorosamente con tutta la serie di test antidoping ai quali è stato sottoposto Froome. Nell'ipotesi di abuso continuo (e non di utilizzo normale) di salbutamolo, sarebbe dovuto risultare positivo a tutti i controlli effettuati, non solo a quello del 7 settembre".

Quindi cosa è successo?
"Possiamo supporre che effettivamente Froome abbia abusato del Ventolin nella giornata in questione. Un abuso, sia chiaro, in buona fede. Può capitare ad una persona che sa di dover prendere quattro "spruzzate" di Ventolin ne assuma magari 5 o 6, anche per una questione psicologica. Ma c'è altro che può aver determinato la positività nei test".

Altri fattori, quindi?
"Esattamente. Ci sono delle varianti che possono dare, in sede di test, dei risultati che non corrispondono alla reale assunzione di salbutamolo. E sono dei fattori che facilmente possono presentarsi nel fisico di un atleta che magari ha dovuto scalare, in bici, 3.000 metri di dislivello. Parliamo di ipo o iper idratazione, della possibile assunzione di altri farmaci (come potrebbe essere un anti-infiammatorio) che possono andare ad alterare la normale funzione renale. In pratica, per spiegarlo in parole povere, i reni potrebbero risultare 'stressati' o dall'assunzione di altri farmaci, o dalla disidratazione ma anche solo dallo sforzo richiesto dal corpo dell'atleta. Un sovraccarico renale, insomma, può dare un'alterazione nei risultati del test antidoping. Nessuna malafede, insomma".

C'è comunque da considerare l'ipotesi che Froome possa aver assunto magari una dose superiore di Ventolin...
"Può anche essere, come detto. Ma di sicuro se l'ha fatto non l'ha fatto per volersi dopare, o per avere una migliore prestazione atletica in quella tappa. Non avrebbe avuto un effetto dopante per quella tappa in seguito ad un utilizzo maggiore di Ventolin rispetto agli altri giorni".

Ultima curiosità: il salbutamolo può essere usato per mascherare l’utilizzo di altre sostanze?
“No, non si tratta di una sostanza mascherante. Tenete presente che tra gli effetti collaterali per abuso di salbutamolo ci sono tachicardia, palpitazioni e crampi muscolari. Non mi sembrano condizioni ottimali per un ciclista, o no?”.

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