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Doping, da Indurain a Ullrich: quanti "scivoloni" sul salbutamolo

Quello di Chris Froome è soltanto l'ultimo caso di una lunga lista di campioni "scivolati" sui broncodilatatori

Foto LaPresse

Curavano l'asma e sono finiti nel mirino dell'antidoping. Sono tanti i campioni "inciampati" nel salbutamolo, sostanza presente in alcuni broncodilatatore considerata vietata oltre certi limiti. Ciclisti, tennisti, maratoneti e sciatori. Da Indurain a Martin Johnsrud Sundby, passando per Ullrich, Igor De Galdeano, Filippo Volandri, Susan Chepkemei, Diego Ulissi. Una lista lunga, a cui ora si è aggiunto anche il nome di Froome.

Nel 1994 Miguel Indurain ne fece uso per curare i suoi problemi respiratori e finì sotto accusa in Francia, dove quella sostanza era vietata, mentre non lo era dalla federazione ciclistica internazionale. Il pluricampione fu poi prosciolto dall'accusa di doping perché non fu riscontrata prova della non giustificazione terapeutica della sostanza. In quello stesso anno, sempre in francia, furono archiviate accuse analoghe anche per altri due corridori, Franco Ballerini e lo svizzero Toni Rominger. Rimanendo sempre nel ciclismo, un altro grande nome coinvolto in vicende di salbutamolo fu il tedesco Jan Ullrich, vincitore di un Tour, una Vuelta e di un oro olimpico, finito poi nell'Operacion Puerto e reo confesso di doping. Nel 2002 al Tour de France lo scandalo colpì lo spagnolo Igor De Galdeano, che poi venne graziato dai giudici perché fornito di prescrizione medica.

Nel 2007 toccò poi a Alessandro Petacchi, principe dei velocisti: fu poi prosciolto da tutte le accuse, per la buona fede riscontrata nell'atto inconsapevole di doping. Poi fu il momento di Danilo Di Luca, finito anche lui sotto accusa per storie di doping ancora più gravi e addirittura radiato. Due anni fa nove mesi di squalifica li prese il ciclista Diego Ulissi, vincitore della tappa più lunga in quell'edizione del Giro d'Italia, gli fu riconosciuta la sola negligenza e non la volontà di migliorare le proprie prestazioni agonistiche. Ma non solo i ciclisti sono stati "pizzicati" con livelli di salbutamolo oltre i limiti.

Nel 2009 il tennista Filippo Volandri rimediò una squalifica di tre mesi, pur avendo dichiarato di usare quel farmaco per l'asma. Un anno prima la Iaaf aveva invece squalificato per 12 mesi la kenyana Susan Chepkemei, tre volte vice campionessa mondiale della mezza maratona, risultata positiva al salbutamolo a Nairobi, in seguito ad un controllo a sorpresa. Nel 2016 storia simile anche per Martin Johnsrud Sundby, norvegese, specialista dello sci di fondo, dominatore delle ultime tre stagioni di Coppa del Mondo, squalificato per due mesi per essere risultato positivo all'antiasmatico. Infine il caso Froome. Solo l'ultimo nome della lunga "maledizione" del salbutamolo.

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Ciclismo
Doping
Salbutamolo

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