"Innovazione tecnologica per le nuove generazioni"

Il Rotary Club Guastalla ha tenuto Un convegno con il gotha della ricerca e sviluppo in campo automobilistico

"Innovazione tecnologica per le nuove generazioni"

Sabato 14 aprile 2018, il Rotary Club Guastalla ha tenuto un convegno scientifico/divulgativo dal titolo "INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER LE NUOVE GENERAZIONI", indirizzato ai neo-diplomati e diplomandi dell’Istituto Bertrand Russell di Guastalla. Nella suggestiva cornice del teatro Municipale Ruggero Ruggeri e successivamente nel recuperato Palazzo Ducale Gonzaga si sono ritrovate circa 400 persone tra studenti, famigliari e Rotariani per ascoltare gli interventi di relatori eccellenti impegnati nella ricerca e nello sviluppo tecnologico.

Il primo a prendere la parola è stato il prof. Paolo Andrei, Rettore Magnifico dell’Università di Parma, con la relazione dal titolo “La ricerca universitaria tra successi, difficoltà e speranze”. Il prof. Andrei ha tracciato un quadro efficacie e puntuale sullo stato dell’Università italiana che da molti, troppi anni soffre di tagli importanti ai finanziamenti e quindi alle risorse destinate alla ricerca, compito istituzionale dell’università così come la didattica. Una didattica senza ricerca non può essere una didattica efficacie e rischia di diventare sterile: lo sviluppo di nuove conoscenze, di nuove tecnologie è oggi in tumultuosa evoluzione e solo chi si aggiorna e sperimenta può essere in grado di trasferire le proprie conoscenze ed essere di stimolo ai propri allievi.

Ha poi preso la parola l’ing. Andrea Toso, capo della Ricerca e Sviluppo di Dallara automobili, con la relazione “La missione Rosetta: un’avventura della conoscenza”.  Ha tracciato con precisione una vera avventura nello spazio, per i non addetti ai lavori dal sapore fantascientifico. La discesa della sonda Rosetta su una cometa distante più di 11 anni di viaggio dalla terra e la successiva analisi di campioni di materiale prelevato ed analizzato in loco dagli strumenti portati così lontano dal nostro pianeta è qualcosa di straordinario. L’ing. Toso ha raccontato le difficoltà del viaggio di Rosetta e le decisioni che si sono dovute prendere durante gli oltre 11 anni di viaggio: ogni 6 mesi al centro di controllo della missione c’è stato, come da programma, il cambiamento del personale e quindi si è dovuto preventivamente programmare e di volta in volta mettere in atto il trasferimento di conoscenze ai nuovi responsabili della missione. Questo turn over di specialisti cosa insegna ai giovani? Il ricambio continuo di specialisti ed il trasferimento di conoscenze allarga le conoscenze, rinnova l’entusiasmo e porta nuove idee.

È quindi salito sul palco l’ing. prof. Giampaolo Dallara, fondatore e presidente della Dallara automobili, che ha tracciato un quadro di quello che era l’auto un tempo, di quello che è oggi e di quello che potrebbe diventare o meglio diventerà nei prossimi anni con una relazione dal titolo “L’automobile di domani”. L’ing. Dallara ha esposto quali erano le speranze ed i timori dei costruttori di automobili negli anni della crisi petrolifera, anni in cui si ipotizzava un imminente esaurimento delle riserve di combustibili fossili. Volenti o nolenti la trazione elettrica dovrà essere accettata da tutti per ridurre gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici. L’ing. Dallara ha incoraggiato i giovani a prepararsi per il loro futuro che è poi il futuro dell’umanità, sempre più legata a un destino comune. Ha suggerito loro di seguire le proprie inclinazioni con tenacia e consapevolezza delle proprie capacità: nulla è impossibile se l’impegno è serio e continuo.

Ha preso quindi la parola l’ing. prof. Enrico Sangiorgi, Pro-Rettore alla Didattica dell’Università di Bologna, con la relazione “L’auto elettrica”. Il motore elettrico, ha affermato il prof. Sangiorgi, potrà senz’altro aiutarci a ridurre l’emissione di CO2 e contribuire alla riduzione del problema dei gas serra. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che le emissioni nocive non sono tutte e soltanto imputabili ai motori endotermici della automobili, ma anche e soprattutto all’industria ed agli impianti di riscaldamento. Un aiuto concreto può arrivare dalla capillare diffusione della trazione elettrica nei veicoli che tutti i giorni impieghiamo come singoli cittadini.

È stata poi la volta dell’ing. prof. Alberto Broggi, ordinario dell’Università di Parma e direttore generale di VisLab – Ambarella, con la relazione “L’automobile a guida autonoma”. Lo studio per la realizzazione dell’auto a guida autonoma è iniziato a Parma più di 20 anni orsono e pian piano si sono cominciati ad assaporare i primi successi. L’ing. Broggi ha mostrato brevi spezzoni filmati dei primi chilometri percorsi dalla loro autovettura senza alcun intervento umano per le strade di Parma e poi un’esperienza ancora oggi unica: il viaggio di 4 auto a guida autonoma da Parma a Shanghai, dove entrarono ad EXPO 2010 dopo oltre 15.000 chilometri e tra lo stupore dei visitatori. L’ing. Broggi ha preconizzato cambiamenti epocali, rivoluzionari nel trasporto per lavoro o per piacere: ha ipotizzato, ma forse la realtà è già dietro l’angolo, che nei prossimi anni, forse due o tre lustri, non avremo più auto di proprietà, non avremo più bisogno di garage sotto casa o di lasciare l’auto parcheggiata in strada, ma avremo una app con la quale chiameremo l’auto che ci servirà e che arriverà nel giro di pochi minuti, in guida automatica, sotto casa o sotto l’ufficio e altrettanto automaticamente ci porterà a destinazione e, una volta scesi, ritornerà al parcheggio più vicino in attesa di un’altra chiamata non necessariamente fatta dalla stessa persona. L’ing. Broggi ha concluso poi con una affermazione rivoluzionaria: sarà vietato guidare. Tutto sarà demandato ai sistemi di guida autonoma, nessuno dovrà prendere la patente, ci muoveremo in assoluta sicurezza ed avremo una ottimizzazione del nostro tempo.

Ultimo relatore è stato l’ing. prof. Angelo Oreste Andrisano, Rettore Magnifico dell’Università di Modena e Reggio Emilia con la relazione “MUNER, Motorvehicle University of Emilia Romagna: una grande opportunità per i nostri giovani e per l’intero comparto dell’auto sportiva”. Il prof. Andrisano ha esordito sottolineando il grande sforzo e la ineguagliabile capacità di coordinamento fra le università emiliano-romagnole ed il mondo dell’impresa che ha portato alla realizzazione di un’offerta didattica unica nel panorama mondiale: produrre conoscenza in giovani ingegneri che siano votati al mondo dell’auto. Nel breve spazio di circa 100 chilometri troviamo DALLARA automobili, LAMBORGHINI, MASERATI, FERRARI, PAGANI automobili, DUCATI moto: una realtà territoriale indubbiamente unica dove poi trovano spazio tante piccole e medie industrie, satelliti di queste case costruttrici. I veicoli sfornati dalle case costruttrici testé ricordate sono autentici gioielli e sono amati e desiderati, dalla maggior parte degli appassionati come sogni proibiti, in tutto il mondo. Ecco perché si parla di Motor Valley ed ecco il primo messaggio del prof. Andrisano ai giovani presenti in teatro: l’Emilia Romagna è terra fertile di ingegno e capacità lavorativa a tutti i livelli ed è uno dei principali volani dell’economia nazionale. Gli atenei di Bologna, Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma si sono consorziati fra loro e con le realtà industriali del settore, presenti sul nostro territorio, Dallara automobili, Ducati moto, Haas F1 team, Lamborghini, Pagani automobili, Ferrari, Maserati, HPE Coxa, Magneti Marelli, Scuderia Toro Rosso. Questa stretta vicinanza ci ha sicuramente aiutato, quasi costretto ad unire le forze dei nostri atenei con quelle dell’industria per dare corpo a MUNER. Questo corso di laurea è riservato a 150 ingegneri di primo livello, laurea triennale, che vogliano conseguire la laurea magistrale, altri due anni di studio, con competenze uniche nel mondo delle auto sportive e da corsa. Sono ammessi al corso di laurea di MUNER i migliori 150 di laurea triennale in ingegneria e con conoscenze di lingua inglese di secondo livello in quanto tutti i corsi sono tenuti in inglese ed anche da docenti stranieri. Le lezioni teoriche saranno alternate con periodi di frequenza nelle aziende aderenti al consorzio e prima ricordate. I laureati che usciranno da MUNER potranno vantare un bagaglio di cognizioni veramente completo avendo goduto di esperienze dirette sul campo, importantissime per la formazione dei nuovi progettisti. Queste figure di professionisti potranno facilmente trovare il proprio spazio lavorativo in industrie del settore sia in Italia che all’estero.

C’è poi stato un graditissimo intervento del sig. Horacio Pagani che ha gentilmente accettato l’invito per fare un breve discorso di saluto. Ha diretto la sua attenzione ai giovani studenti del Bertrand Russell e ha raccontato loro alcuni momenti della sua vita che lo hanno poi portato a fondare la sua prestigiosa casa costruttrice di auto da sogno. La Pagani autovetture sembra un atelier dove si costruisce una vettura su misura per il cliente che ne sceglie e concorda molti dettagli. A tirare le somme della giornata è intervenuto l’ing. Mauro Coppini, sottolineando quanto siano stati pregni di contenuti gli interventi di tutti i relatori che si sono succeduti con una tempistica perfetta. Ha pure sottolineato l’eccezionalità dell’evento: avere il gotha della ricerca e sviluppo i campo automobilistico riunito a Guastalla per esporre un piccolo spaccato di quello che quotidianamente è il loro impegno è stato un regalo enorme fatto ai ragazzi del Bertrand Russell ed alla città di Guastalla.

Nel pomeriggio, dopo una breve pausa, convegnisti ed appassionati di automobili e moto hanno potuto ammirare nel cortile d’onore del Palazzo Ducale Gonzaga alcuni gioielli dell’industria motoristica coinvolta in MUNER. Erano in esposizione: una DALLARA STRADALE, una PAGANI HUAYRA, una FERRARI 458 (privata), una LAMBORGHINI HURACÀN (privata), una DUCATI PANIGALE V4, una FORMULA STUDENT di UniMORE. Durante l’esposizione, peraltro già aperta fin dalla mattina, alcuni ingegneri delle case costruttrici si sono messi a disposizione dei visitatori per illustrare le caratteristiche peculiari delle auto esposte e per rispondere alle tante domande poste loro da un pubblico eterogeneo di appassionati di motori.


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