BUFERA INTERNAZIONALI

Tennis, Binaghi attacca la Regione Lazio: "Roma a porte chiuse un'idiozia"

Il presidente federale: "Avremmo potuto giocare in altre regioni"

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Nel giorno della presentazione dell’edizione 2020 degli Internazionali d’Italia, Angelo Binaghi lancia una dura accusa alla Regione Lazio per il fatto che il torneo verrà disputato a porte chiuse. "E' un'idiozia - le parole del presidente federale - E' un’enorme ingiustizia, siamo oggetto di una discriminazione vergognosa: mentre ad altri sport è concessa la presenza anche indoor, da noi non potrà entrare nessuno". La replica: "Parole gravi, si scusi".

“Abbiamo inviato due protocolli al Cts, seguendo tutti i suggerimenti e poi alla Regione che temo non li abbia nemmeno letti. L’ultimo lo abbiamo spedito l’11 agosto e il 18 ci hanno chiamato dicendo che era scaduto il WeTransfer... Eravamo pronti a tutto pur di far entrare il pubblico e ci saremmo accontentati di molto meno delle 11.500 persone concesse ieri al Roland Garros” - lo sfogo del numero 1 del tennis italiano - Se la Regione ci avesse fatto intendere prima quello che era il suo atteggiamento, avremmo spostato il torneo altrove, magari a Genova o in Puglia... Tanti governatori ci vorrebbero accogliere, in qualsiasi altra regione ci sarebbe stato il pubblico. Il danno è enorme, sia economico sia sportivo, ma abbiamo voluto comunque mettere in piedi tutto questo per dare l’esempio di come non si debba cedere davanti alle difficoltà. E anche perché ce lo ha chiesto il ministro Spadafora, che fino alla fine ha cercato di farci avere pubblico: l’immagine deve essere quella di un paese che si è rialzato. Di certo sarebbe stato più conveniente lasciar perdere, ma noi siamo dei lottatori”.

LA REGIONE LAZIO: "PAROLE GRAVI, SI SCUSI"
"Riteniamo gravissime e totalmente prive di fondamento le dichiarazioni rilasciate questa mattina dal presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi in merito agli Internazionali di Tennis di Roma. La Regione Lazio ha offerto massima collaborazione alla FIT rimanendo in costante contatto e garantendo l'interlocuzione continua con tutti gli organizzatori della manifestazione". Così in una nota il capo di Gabinetto della Regione Lazio Albino Ruberti in risposta alle dichiarazioni del presidente della Fit. "Come testimoniano gli scambi intervenuti - prosegue - gli uffici regionali hanno ricevuto in data 12 agosto la richiesta della FIT per ottenere una deroga alla capienza massima consentita. Il 13 agosto si è avviata pertanto l'analisi del protocollo allegato alla richiesta in cui è stata coinvolta l'Unità di Crisi COVID19 della Regione Lazio al fine di trasmettere la documentazione al Comitato Tecnico Scientifico Nazionale, avvenuta il 19 agosto, per avere loro preventiva validazione, così come previsto dal DPCM. Il CTS non ha validato tale richiesta - prosegue il dirigente - raccomandando che la manifestazione avvenisse a porte chiuse, così come riportato nel verbale della seduta del 31 agosto trasmesso alla Regione in data 3 settembre. Il giorno successivo la Regione Lazio ha formalmente comunicato agli organizzatori tale decisione e dunque, in mancanza della validazione preventiva da parte del CTS, l'impossibilità di concludere positivamente la richiesta. La Regione Lazio non aveva possibilità di decidere in autonomia circa la deroga al numero di spettatori - dice ancora Ruberti - in quanto gli Internazionali di Tennis si configurano come un evento sportivo di rilevanza nazionale e internazionale. La Giunta regionale ha lavorato in questi mesi tenendo sempre alta l'attenzione sulla salute di ogni cittadino e nel pieno rispetto delle indicazioni della comunità scientifica. Del resto Binaghi, da uomo di sport, dovrebbe essere a conoscenza che anche le partite di calcio vengono giocate senza spettatori e proprio in questi giorni il torneo del Grande Slam Us Open negli Stati Uniti si sta disputando a porte chiuse. Ci attendiamo le scuse del presidente Binaghi per queste sue inopportune dichiarazioni che, ci auguriamo - conclude - siano dettate esclusivamente dalla grande passione che lo anima nella difesa di questo splendido sport".

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