Tennis, Australian Open: Nadal abbatte Tiafoe e aspetta Tsitsipas, favole Collins e Kvitova

Il maiorchino regola in tre set l'americano, greco avanti contro Bautista-Agut

Tennis, Australian Open: Nadal abbatte Tiafoe e aspetta Tsitsipas, favole Collins e Kvitova

Rafael Nadal conquista la semifinale degli Australian Open 2019, battendo senza troppi problemi Frances Tiafoe in tre set: 6-3, 6-4, 6-2 il punteggio finale. Al prossimo turno se la vedrà con la rivelazione Stefanos Tsitsipas, vincente su Roberto Bautista-Agut (7-5, 4-6, 6-4, 7-6). Il tabellone femminile regala le favole di Danielle Collins e Petra Kvitova, che battono rispettivamente Pavlyuchenkova e Barty: si troveranno in semifinale.

Rafael Nadal punta con convinzione sempre maggiore agli Australian Open, che nel 2019 vuole fare suoi dopo dieci anni di attesa. E la maiuscola partita disputata contro Frances Tiafoe lo dimostra in maniera molto chiara: un 6-3, 6-4, 6-2 in cui l'emergente americano non riesce mai a contrastare il formidabile maiorchino, che conquista l'undicesima semifinale della sua carriera senza aver mai perso nemmeno un set nel corso del cammino, terza volta che gli succede a Melbourne. Parte fortissimo Nadal, che nel primo set infila un tramortente 3-0 in pochi minuti. Tiafoe prova a reagire, ma non c'è storia: 6-3 in mezz'ora scarsa, con un gancio mancino imprendibile per l'americano. Più aperto il secondo set, con Tiafoe capace di rimontare dal 2-4 al 4-5 grazie a una prova muscolare che però lo vede poi commettere due gravi errori (uno sul dritto con un corridoio spalancato, il secondo a rete). Rafa riesce così a chiudere sul 6-4 con uno spettacolare smash a rimbalzo che solleva gli "oooh" di stupore delle tribune di Melbourne. Il maiorchino continua a martellare anche nel terzo set: conquista subito il break e si porta sul 2-0 con il suo avversario che per cercare di tenergli testa sbaglia molto. Tiafoe comunque ci prova e infila tre ace di fila che gli valgono l'1-2. Importante anche il gran dritto che gli regala il vantaggio che lo porterà sul 2-3. Nadal però accelera e si porta agevolmente sul 5-2 dopo due risposte a rovescio che non lasciano scampo a Tiafoe, ormai fuori dalla partita e inchiodato sul 6-2.

Ora Nadal se la vedrà con Stefanos Tsitsipas, che contro di lui disputerà la prima semifinale della carriera in uno Slam. E sarà il più giovane a farlo da quando ci riuscì Andy Roddick nel 2003. L'emergente greco riesce a prevalere su Roberto Bautista-Agut che cade al tie-break dopo quattro set e con il punteggio di 7-5, 4-6, 6-4, 7-6. Maiuscola la prova di Tsitsipas a livello soprattutto mentale, essendosi trovato sotto 2-4 nei primi set, concedendone però solo uno all'avversario. Fenomenale soprattutto in un fondamentale della racchetta come la risposta, in cui riesce a tramortire un Bautista bravo comunque a giocarsi fino alla fine ogni set.

In semifinale accedono altre due tenniste che raccontano una storia degna di essere raccontata: Danielle Collins e Petra Kvitova. La 25enne americana proveniente dalla University of Virginia dopo quello di Angelique Kerber si porta infatti a casa anche lo scalpo di Anastasia Pavlyuchenkova, abbattuta in tre set (2-6, 7-5, 6-1). E partita praticamente da zero, in meno di un anno (da quel febbraio 2018 che ha segnato l'inizio della sua parabola ascendente) entra nella storia diventando la prima tennista di sempre a disputare la semifinale di uno Slam partendo dal College. Molto tesa nel primo set, Collins riesce ad accelerare nel momento più delicato della contesa: il 5-5 del secondo set che poteva sancire la fine del suo sogno. Proprio a quel punto centra però un parziale di 7 game a 0 a cui la russa non riesce a reagire. E ora la ragazza con una laurea in scienze della comunicazione in tasca e una carriera decollata contro ogni pronostico se la vedrà con un'altra fuoriclasse dell'Europa dell'Est come Petra Kvitova.

La tennista ceca interrompe la favola della favorita del pubblico di casa, Ashleigh Barty. E dopo aver centrato la prima semifinale in uno Slam dopo ben cinque anni (cioè dalla vittoria di Wimbledon risalente al 2014), scoppia in lacrime: "Non immaginavo che sarei stata in grado di tornare a giocare contro le migliori", ammette. Netto però il suo successo sulla sorprendente australiana, abbattuta in due set (6-1, 6-4) da una Kvitova che già dallo sguardo dimostra di essere quella del giorni migliori e di voler andare fino in fondo. Il primo set viene risolto in meno di mezz'ora, nel secondo Barty prova a riaprire il match ma si vede annullate due palle-break e alla fine si deve arrendere al nono game. Regalando a Petra la prima, grande, genuina gioia da quel terribile dicembre 2016 in cui fu aggredita a casa sua a colpi di coltello, dovendo anche operarsi a una mano con i tendini lesionati. E queste lacrime ora ripagano tutto.

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