I dubbi sul ginocchio, la visita a Milano e la lezione di Wimbledon: come sta Sinner in vista di Cincinnati
Dalle quattro ore di controlli con il professor Melegati, all’allenamento a pieno ritmo a Montecarlo: il numero uno al mondo valuta la tabella di marcia verso gli US Open, tra cautela e segnali d'ottimismo
Non è ancora il momento di lanciare allarmi, ma la cautela in casa di Jannik Sinner non è mai troppa. A poche settimane dal trionfo di Wimbledon, dove lo scorso 12 luglio ha battuto Alexander Zverev conquistando il suo secondo titolo consecutivo ai Championships, il numero uno al mondo si trova a gestire un piccolo ma fastidioso problema al ginocchio destro che il fenomeno italiano si trascina sin dal difficile match di esordio a Londra contro Kecmanovic, quando fu vittima di una brutta caduta. Un'infiammazione all'articolazione che nelle ultime ore ha aperto diversi scenari in vista della imminente tournée nordamericana e in particolare dell'Atp di Cincinnati.
La conferma che quello dei giorni scorsi non sia stato un semplice controllo di routine arriva dai dettagli delle ultime giornate. Già venerdì scorso Jannik aveva fatto una breve tappa al JMedical, per poi sottoporsi martedì a una visita approfondita di ben quattro ore (dalle 8 alle 12) presso la clinica ortopedica Physioclinic di Milano. Qui ad attenderlo c'era il professor Gianluca Melegati, fisiatra di fiducia (già nello staff del Milan di Allegri nell'anno dello scudetto 2010/2011 e della Nazionale di rugby, oltre che punto di riferimento per campioni come Ronaldo il Fenomeno, Jorge Lorenzo e Roberto Bolle) richiamato appositamente dalle ferie. Tra le indiscrezioni, si sussurra che possa essere stato proprio Massimiliano Allegri, amico e tifoso di Sinner, a suggerire allo staff dell'altoatesino lo specialista milanese.
L'esito del controllo avrebbe tranquillizzato l'atleta e il suo team: il dottor Melegati ha prescritto un ciclo di cure fisioterapiche, restituendo al campione azzurro il sorriso. Ripartito subito per Montecarlo, Sinner è stato visto al Country Club mentre svolgeva una sessione di allenamento intensa e a pieno ritmo, macinando colpi e apparendo sorridente e sereno. Inoltre, dopo i problemi patiti a Parigi che avevano stroncato i suoi sogni di completare il Career Grand Slam, Jannik ha modificato la propria routine di preparazione, concentrando le sedute nelle ore più calde della giornata per abituare il fisico alle alte temperature.
I tre scenari per Cincinnati
Sebbene le sensazioni dal campo siano quindi incoraggianti, non tutti i dubbi sono ancora sciolti e sul tavolo restano ancora tre opzioni per la partenza in direzione Ohio, dove giovedì 13 agosto prenderà il via il Masters 1000 di Cincinnati (torneo in cui lo scorso anno Jannik raggiunse la finale, ritirandosi poi contro Alcaraz per un colpo di calore).
La prima è quella di rispettare il piano originale, concludendo la preparazione a Montecarlo per poi volare negli Stati Uniti domenica (l'aereo è già prenotato) per disputare regolarmente Cincinnati. La seconda è quella di posticipare la partenza di qualche giorno per proseguire le terapie in Europa e arrivare negli States a ridosso dell'inizio del torneo senza però rinunciare a giocarlo. La terza è invece quella del forfait precauzionale, che vorrebbe dire rinunciare del tutto al Masters 1000 di Cincinnati per curare l'articolazione e rientrare direttamente agli US Open, al via dal 30 agosto.
Per Sinner saltare la tappa di preparazione sul cemento non sarebbe una tragedia, l'altoatesino ha già dimostrato di sapersi gestire al meglio anche senza giocare tornei di rodaggio come dimostrato vincendo Wimbledon a mani basse soltanto un mese fa. Gli US Open non appaiono minimamente in discussione e l'obiettivo primario resta arrivare a New York al 100% della condizione.
Un approccio da grande campione, focalizzato sui traguardi più prestigiosi anche a costo di qualche sacrificio, che accomuna Sinner al suo grande rivale Carlos Alcaraz. Il murciano, alle prese con un infortunio al polso che lo tiene lontano dai campi da metà aprile, ha già annunciato il suo forfait da Cincinnati per non rischiare ricadute dopo quattro mesi di recupero, lasciando in dubbio persino la sua presenza a New York.
Per Jannik, invece, salvo imprevisti o peggioramenti improvvisi dell'ultimo minuto, il semaforo resta verde: le prossime ore saranno quelle decisive per sciogliere le riserve sulla data del volo, ma la rotta verso la finale di New York del 13 settembre è tracciata.