Dopo settimane di voci, questa volta l'addio di Darren Cahill al team di Jannik Sinner potrebbe concretizzarsi per davvero. Secondo un'indiscrezione lanciata dal quotidiano britannico The Times, il super-coach australiano sarebbe pronto al ritiro definitivo e per raccogliere la sua eredità al fianco del numero uno al mondo il nome in cima alla lista sarebbe quello dello svedese Magnus Norman.
Cahill, figura chiave nel percorso di crescita dell'altoatesino a partire dall'estate del 2022, aveva già valutato l'addio al termine della passata stagione, prima di decidere di proseguire il sodalizio per un'ulteriore annata (dopo la vittoria di Wilbledon, ndr). Qualora il suo passo indietro dovesse essere confermato, Norman entrerebbe nello staff dell'azzurro a dicembre e andrebbe ad affiancare Simone Vagnozzi, ricomponendo la struttura tecnica che ha portato l'azzurro ai vertici del tennis mondiale.
Chi è Magnus Norman
Nato a Filipstad il 30 maggio 1976, Magnus Norman vanta un passato di altissimo livello sul campo: in carriera è stato numero 2 del mondo (nel 2000) e ha vinto 12 titoli Atp in singolare, gli Internazionali d’Italia nel 2000, ha raggiunto la finale al Roland Garros nello stesso anno (persa contro Gustavo Kuerten) e ha vinto la Coppa Davis nel 1998 con la maglia della Svezia.
Costretto al ritiro prematuro nel 2004 a causa di ripetuti problemi fisici, lo svedese ha poi intrapreso una straordinaria carriera da allenatore. Oltre ad aver fondato la rinomata Good to Great Tennis Academy, ha guidato tennisti del calibro di Thomas Johansson e Robin Söderling (portato fino alla top 5 mondiale e a due finali consecutive a Parigi).
Il suo capolavoro tecnico resta però la collaborazione con Stan Wawrinka: sotto la sua guida, lo svizzero ha conquistato tre titoli del Grande Slam (Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e US Open 2016), dimostrando la capacità di Norman di portare i grandi talenti al salto di qualità definitivo.
È questa esperienza ad averlo reso uno dei tecnici più ambiti del circuito dopo l'annuncio del ritiro di Wawrinka, che chiuderà la carriera a 41 anni. Secondo il Times, diversi giocatori di vertice si erano interessati a lui. Sinner e il suo gruppo, però, lo stimano da tempo: lo svedese infatti era già stato vicino a entrare nello staff del nbumero uno nel 2022, prima che l'azzurro scegliesse Cahill.