L'ACCUSA

Il papà di Djokovic attacca: "Messi 50 proiettili nel petto di Nole"

"Il tentativo di assassinare il miglior sportivo del mondo è finito. Ci vediamo a Parigi". Rabbia anche da comitato olimpico e federtennis serbe

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"Il tentativo di assassinare il miglior sportivo del mondo e' finito, 50 proiettili nel petto di Novak". Lo scrive sui social Srdjan Djokovic, padre del tennista serbo espulso dall'Australia perché non vaccinato contro il Covid. "Dopotutto lui aiuta un giovane giocatore di 17 anni - rimarca - . Quello è Nole, un uomo, un fratello. Ci vediamo a Parigi".

Vedi anche Djokovic, il ministro dell'Immigrazione: "Difesi i sacrifici degli australiani" Tennis Djokovic, il ministro dell'Immigrazione: "Difesi i sacrifici degli australiani" Anche il comitato olimpico serbo si è schierato al fianco di Djokovic. "Nonostante questa decisione scandalosa consideriamo Novak ancora una volta un vincitore. In maniera antisportiva gli è stato impedito di competere per il suo decimo titolo agli Australian Open - si legge in una nota diffusa dai media australiani - . In particolare è inaccettabile aver aspettato di prendere una decisione un minuto prima dell'inizio del torneo, in modo che Novak sarebbe stato in una situazione diversa rispetto agli altri tennisti se gli fosse stato permesso di restare in Australia".

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Stesso pensiero anche per la federtennis serba. - "La farsa è finita. Questa volta la politica ha sconfitto lo sport", ha affermato in una nota. L'associazione ha affermato che Djokovic ha soddisfatto tutte le condizioni per l'ingresso in Australia, ma "a causa di pressioni politiche, il suo visto è stato annullato per 'interesse pubblico'. L'ingerenza della politica nello sport ha aperto molte questioni scottanti. Quale messaggio sta inviando l'Australia, due volte organizzatrice dei Giochi Olimpici, in vista dei Giochi del 2032? Gli sportivi, anche quando soddisfano adeguatamente tutte le condizioni per l'ingresso nei paesi, potranno essere cancellati dall'elenco dei partecipanti, detenuti come criminali ed espulsi per decisione politica? Crediamo e speriamo che dopo questa ingiustizia commessa non solo nei confronti di un giocatore storicamente di successo, ma anche di una persona straordinaria, Novak uscirà migliore e più forte, come al solito".

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