Tre anni senza Andrea Antonelli

Si va avanti senza dimenticare quel bellissimo sorriso

di ALBERTO PORTA

Tre anni senza Andrea Antonelli

Tre anni, passati in un lampo, eppure lunghissimi nella memoria. Quel 21 luglio, sul circuito di Mosca così lontano da Mosca, la pioggia segnò la giornata. La nube d’acqua sollevata dalle gomme delle Supersport al pronti-via, un via dato con troppa leggerezza, fece da schermo, visibilità zero. La scivolata di Andrea Antonelli poteva risolversi come tante altre, ma il destino aveva deciso in maniera diversa.

Un incubo, per tutti, una realtà che non si voleva accettare. Il numero 8, settimo nel mondiale in quel momento, travolto e ucciso da un collega accecato, inconsapevole, incolpevole. Si andò avanti per un po’, coltivando quella speranza che serviva solo a stare al riparo dall’ondata di dolore che poi sarebbe arrivata, inevitabilmente. Andrea, anima bella, sorriso stampato sempre perché facente parte del carattere e non per cortesia, era convinto che sarebbe presto arrivato per lui un giorno felice, un podio, già sfiorato a inizio stagione, una vittoria forse. Non è andata così, quel 21 luglio 2013. Lo ricordiamo sempre, non solo oggi che son tre anni; ad ogni gara gli sguardi di chi ha lavorato con lui, hanno nel fondo un velo di tristezza che non verrà mai cancellato. Si va avanti, ovvio, ma non dimentichiamolo mai quel bellissimo sorriso.

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