Sbk, doppietta di Davies a Imola
Il ducatista vince anche gara-2 precedendo le Kawasaki di Rea e Sykes. Quinto Melandri
Chaz Davies ha firmato la doppietta a Imola, quinto round del Mondiale Superbike. Il ducatista ha vinto anche gara-2 nonostante sia partito dal nono posto in griglia. Il gallese ha guadagnato così altri punti al leader del campionato Jonathan Rea (Kawasaki), secondo al traguardo. Sul podio con loro anche l'altra ZX10-RR di Tom Sykes, terzo. Solo quinto Marco Melandri, che non è riuscito a mettersi dietro la Panigale privata di Xavi Fores.
Insomma, nemmeno l'inversione della griglia di partenza ha fermato un Davies scatenato sulla pista del Santerno. Chaz ha impiegato davvero pochi giri per andare a riprendere il fuggitivo Sykes, scattato dalla pole virtuale, per poi involarsi nel tripudio dei 75mila spettatori che hanno invaso l'autodromo "Enzo e Dino Ferrari" nel weekend. Peccato, per lui, solo che Rea si sia difeso alla grande, limitando i danni e difendendo la sua leadership generale. Il nordirlandese ha commesso qualche sbavatura, che gli ha impedito almeno di provare a giocarsela con il pilota Ducati, ma il suo vantaggio in classifica (+74 proprio su Davies) resta di tutta sicurezza.
Quanto a Melandri, "Macio" non è riuscito a ripetere la bella gara del sabato e, complici un paio di errori, ha dovuto cedere anche all'ottimo e costante Fores. Dietro di loro il vuoto, con Lowes che ha guidato il gruppo degli altri, precedendo Laverty, uno stoico Torres (al via dopo la gastroenterite che lo ha colpito nel fine settimana), van der Mark e Mercado. Trasferta nera per la Honda: Hayden solo 12° e Bradl 14°, divisi dal deluso Savadori. Fuori dalla zona punti De Rosa, ritirato Russo. Domenica amara per Leon Camier, caduto con la sua MV Agusta mentre si trovava in seconda posizione alle spalle di Sykes, e Alex de Angelis, pure lui a terra.
La gara ha avuto una doppia partenza dopo che nel corso del primo giro è esploso il motore della Kawasaki di Ayrton Baodvini, che ha inondato la pista d'olio. Poi quasi tre quarti d'ora di stop e corsa con una tornata in meno prima di rivedere in pista le moto. E adesso si va a Donington.