Superbike, i promossi e i bocciati della stagione

Rea e Kawasaki al top, Ducati seconda forza. Aprilia aiutata solo da Biaggi

di GIULIO RANGHERI

Superbike, i promossi e i bocciati della stagione

Dopo due manches per le quali tutti i piloti meriterebbero il massimo dei voti, vediamo chi conclude la stagione promosso e chi invece finisce con un’insufficienza

PROMOSSI
Rea – È promosso con lode. È il Campione 2015 e ha vinto il titolo dominando. Ha sfruttato la prima occasione utile in sella ad una moto competitiva senza sbavature e senza alcun timore. Si candida sicuramente per il bis nel 2016.

Davies – Non sempre, soprattutto ad inizio stagione, la sua moto è stata all’altezza della concorrenza. Lui non si è mai demoralizzato e ha combattuto giro dopo giro, staccata dopo staccata –la sua arma migliore- per concludere il Campionato al secondo posto. Ce l’ha fatta e può guardare con fiducia all’anno prossimo. Lo sfidante di Rea è lui.

Torres – È arrivato dalla Moto2 con una gran carica di simpatia e di modestia. Ha ripetuto fino alla nausea di aver molto da imparare. Alla fine ha dimostrato di aver studiato con profitto; la vittoria in Gara1 è il modo migliore per concludere la stagione del debutto .

Kawasaki – Ha costruito una moto performante e affidabile. Gentile con le gomme ed ottima interprete del nuovo regolamento. Ha fatto dell’equilibrio la sua arma vincente. In questo momento la SBK migliore in pista.

Ducati – Partiti con non poche difficoltà, a Borgo Panigale si sono rimboccati le maniche ed hanno risalito la china. Sui rettilinei da un chilometro la Panigale soffre ancora un po’ nei confronti dei quattro cilindri, ma sfoggia una maneggevolezza ed una stabilità in frenata invidiabili. Non è ancora al top, ma ci è vicina.

BOCCIATI
Sykes – Ha sofferto il suo compagno si squadra oltre misura. È stato spesso nervoso e ha gestito le gare con troppa ansia. Gli rimane la velocità sul giro secco, ma deve imparare ad essere più accurato nella messa a punto e più determinato in gara. Spesso, infatti, dopo essere stato sorpassato, non solo non ha reagito ma è ulteriormente sceso in classifica. Serve un tonico per morale e autostima.

Haslam – Doveva essere uno dei candidati al titolo e invece la sua annata è stata appena migliore di quella del suo, debuttante, compagno di squadra. Paga anche colpe non sue nella gestione di un team che però non ha saputo guidare ed indirizzare verso scelte tecniche vincenti. Male per un veterano come lui.

Giugliano – Quando ha corso è sempre salito sul podio. Purtroppo, però, ha corso davvero poco. Due terribili infortuni lo hanno tenuto lontano dalle piste per due terzi della stagione. La velocità è la sua arma migliore. Costanza e consistenza sono da trovare, al pari della capacità di accontentarsi quando la vittoria è fuori portata. Deve imparare che a volte bisogna anche andare “piano”!

Aprilia – La moto Campione del Mondo 2014 ha sofferto una gestione tecnica improvvisata e scelte manageriali non sempre felici. Il materiale di base pare ottimo e quando ci ha messo lo zampino un fuoriclasse come Biaggi la RSV4 è tornata d’incanto una moto in grado di lottare per la vittoria. L’anno prossimo potrebbe essere di nuovo il suo anno. Sempre che si presenti al via...

Honda – la Casa più grande del mondo corre con una moto concettualmente vecchia e gestita in grande economia. La scelta è sicuramente discutibile. L’arrivo per il 2016 di Nicky Hayden preannuncia un rinnovato impegno. Per la CBR nuova bisognerà aspettare il 2017. Il talento dell’americano e di Van Der Mark potrebbero però regalare qualche soddisfazione già dall’anno prossimo.

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