Tour de France, bufera sui test antidoping notturni. Armstrong: "Solo nel ciclismo, fosse stato Messi..."

20 Lug 2026 - 18:44
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 © Getty Images

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Nel giorno di riposo del Tour de France divampa la polemica per i test antidoping notturni sui ciclisti. Indignazione della carovana per i controlli, nella notte tra sabato e domenica, a cui sono stati sottoposti Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. 

Nella tappa successiva ai test, quella di domenica, Vingegaard è caduto ed è stato costretto al ritiro dal Tour per una frattura alla clavicola, con tanto di operazione in programma. Al danese è stato chiesto se il controllo antidoping effettuato nel cuore della notte abbia influito sulla sua lucidità e quindi sulla caduta: "Di certo non mi ha fatto bene, non è però possibile dire che quella è stata la causa dell'incidente. Potrebbe aver influito, ma non voglio scaricare la colpa su questo. Le cadute fanno parte del gioco nel ciclismo". 

Sotto accusa l'ITA, l'organo indipendente che gestisce i controlli antidoping e che ha replicato con un lungo comunicato alle tante critiche ricevute: "L'ITA è consapevole che i controlli notturni possono disturbare il riposo e il recupero dei corridori", dice la nota inviata alla AFP, "pertanto, è stata prestata particolare attenzione a ridurre, per quanto possibile, l'impatto delle attività di controllo sui corridori. Tuttavia, l'ITA, per conto dell'UCI, ha la responsabilità di garantire l'efficacia del programma antidoping. I controlli efficaci devono, in circostanze limitate e giustificate, poter essere effettuati al di fuori del normale orario diurno".

Secondo quanto ricostruito da L'Equipe, l'ITA avrebbe avuto una specifica autorizzazione da un giudice (del tribunale di Parigi, pare) per effettuare i controlli nel cuore della notte (2 del mattino per Vingegaard, 5 per Pogacar, unici due ciclisti sottoposti a questi test notturni), possibili a quell'orario solo in caso di gravi sospetti o rischio di scomparsa delle prove. 

Il direttore del Tour de France, Christian Prudhomme, non ha preso una posizione netta: "Testare gli atleti a quell'ora sembra davvero molto presto, ma abbiamo lottato per anni per avere un'agenzia antidoping indipendente e ora ce l'abbiamo".

Giudizio durissimo sul caso da parte dell'ex ciclista statunitense Lance Armstrong: "Nessuno è contrario ai controlli, ma così si esce dal perimetro sportivo. Fare i test alle due di notte è una questione di diritti umani, è un episodio che lascia tutti senza parole. Perché il ciclismo permette questo?", le parole al suo podcast, The Move. "Il Tour è la gara più faticosa al mondo e il riposo è essenziale, non penso che l'Uci trarrà alcun beneficio da quanto accaduto".

Poi il paragone con il calcio: "Cosa sarebbe successo se fossero andati a bussare alla porta di Lionel Messi alle due del mattino la notte prima della finale? Non sarebbe stato permesso, avrebbero ricevuto un netto rifiuto. In nessun altro sport queste cose vengono tollerate, ma nel ciclismo sì".