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Sinner e Alcaraz: "A Seul per un grande tennis"

09 Gen 2026 - 12:28

E' tempo di ricominciare. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz lo fanno da Seul alla vigilia della super esibizione (domani ore 8 italiane) primo appuntamento simbolico di una stagione che prenderà forma davvero in Australia, all'Australian Open. "Siamo felici di essere qui e vedere così tante persone felici di vederci giocare. L'energia vista sin dall'aeroporto è fantastica" le parole di Jannik Sinner. Un entusiasmo che, per l'azzurro, dà il tono a questo inizio di stagione, anche se l'obiettivo resta chiaro: "Proveremo a giocare il miglior tennis possibile. La cosa più importante sarà far divertire le persone ed essere pronti per il grande evento in Australia, che è chiaramente il torneo che conta". Sulla stessa linea Alcaraz, che ha sottolineato quanto questo evento rappresenti un passaggio ideale verso Melbourne: "Iniziare la stagione giocando qui con Jannik penso che sia un gran modo per prepararci per l'Australian Open. Saremo pronti per i primi giorni dello Slam. L'importante è approcciare bene la stagione". Entrambi hanno raccontato un periodo di preparazione lungo e curato, raro nel calendario di un top player. Alcaraz ha spiegato: "Durante questo mese e mezzo ho avuto delle vacanze e ci siamo preparati per l'inizio della stagione. Per noi avere un mese di preparazione è una grande quantità". Sinner ha aggiunto una dimensione più personale, legata al ritorno a casa: "Ho avuto tempo per preparare la stagione nel migliore modo possibile. Ho trascorso il Natale a casa e questo ti dà ancora maggiore energia per cercare di fare una bella stagione". Ma l'azzurro ha anche chiarito che il lavoro non è finito: "Abbiamo ancora qualche piccolo dettaglio da sistemare prima dell'Australia perché le condizioni saranno completamente diverse rispetto a quelle degli ultimi mesi". Il match di esibizione, però, non viene caricato di significati eccessivi. Sinner è stato netto nel ridimensionarne il peso: "Non posso prevedere il futuro. Domani speriamo di giocare un buon tennis ma non influenzerà il primo vero appuntamento dell'anno". E ha allargato lo sguardo al contesto generale: "So quello che hanno fatto i Big Three e non possiamo paragonarci a loro. Se dovessimo calare un po' gli altri sono pronti a prendere il nostro posto". In questo scenario, la rivalità con Alcaraz assume un valore motivazionale: "Io sono felice di far parte di questa rivalità e per me è molto bello avere lui che mi spinge al limite tutte le volte che giochiamo". Alcaraz, parlando del presente e del futuro, ha riconosciuto ciò che entrambi hanno già costruito: "Negli ultimi anni abbiamo vinto Slam, tornei e giocato finali. Le persone hanno visto una bella rivalità finora". E guardando al 2026 ha aggiunto: "Speriamo di giocare finali e tanti match insieme. Vediamo che cosa ci porterà quest'anno". Il passato comune è tornato nelle parole dello spagnolo, che ha ricordato il primo incrocio del 2021: "Ero sicuro che avrei giocato altre volte contro Sinner. Ovviamente pensavo di affrontarlo nei primi turni, mentre abbiamo iniziato ad affrontarci nelle finali di Slam". Un percorso costruito nel tempo: "Questo ce lo siamo guadagnati nel corso del tempo con lavoro e pazienza". A cui Sinner ha risposto con una riflessione più intima: "Nel 2021 ero un giocatore molto lontano dal top. Ho visto un giocatore che era molto speciale e gli ho detto che speravo di giocare altri match con lui. Lo dicevo soprattutto per me, perché ero certo che lui sarebbe arrivato, mentre non sapevo se ce l'avrei fatta". Oggi, però, il rapporto è chiaro: "La nostra è una grande rivalità sul campo, abbiamo un buon rapporto. Per me è sempre un piacere affrontare il migliore al mondo". C'è stato spazio anche per il lato umano del percorso di Sinner, quando ha raccontato che cosa significhi arrivare a questi livelli: "Quando prendi una decisione devi fare sacrifici, non hai orari di una persona normale". E soprattutto ciò che il tennis gli ha restituito: "Mi ha fatto capire che tipo di persona sono, se sono paziente, se so gestire la pressione e non cambiare con il successo. Il tennis per me è molto più di un gioco: mi ha dato tanta disciplina e mi ha fatto credere in me stesso". Tra sorrisi e battute, come quando Alcaraz ha definito il suo rovescio "il colpo più sottovalutato" e Sinner ha confermato "non è per niente male", la conferenza si è chiusa con l'idea di una rivalità che non ha bisogno di essere forzata. Anche l'ipotesi di un doppio insieme resta sullo sfondo: "Sarebbe bello condividere il campo in modo diverso", ha detto Sinner, "magari già quest'anno o il prossimo, perché no".