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Maratona di Valencia, la nuova piccola New York: 2000 italiani domenica al via

Tutto quello che c'è da sapere: torna in gara Valeria Straneo

Maratona di Valencia, la nuova piccola New York: 2000 italiani domenica al via

Non sarà ancora come New York, ma la 38ª edizione della Maraton Valencia Trinidad Alfonso sta guadagnando notorietà, soprattutto da parte dei maratoneti italiani. Risultano circa 2.000 i nostri connazionali che domenica mattina, 2 dicembre, prenderanno il via nella città portuale spagnola, un numero in ulteriore crescita rispetto alle edizioni precedenti. Dal 2014, infatti, nel cuore dei runner italiani Valencia ha superato Parigi e Berlino, abituali titolari del secondo o terzo gradino del podio tra le 42 chilometri estere da noi più amate, alle spalle dell’inarrivabile New York City Marathon. Quell’anno risultarono 989 i finisher di Valencia partiti dai nostri confini, cifra che salì a 1.105 nel 2015, poi a 1.528 nel 2016 per toccare quota 1.559 lo scorso anno.

Che il contingente italiano possa quest’anno assestarsi vicino alle 2.000 presenze lo confermano i tanti charter al completo in decollo in questi giorni dall’aeroporto di Malpensa, compreso quello di solito riservato alla Juventus, che lo ha utilizzato nei giorni scorsi proprio per raggiungere la città spagnola.

Il ruolo della città
Ma come nasce il “fenomeno Valencia”? Come arriva così in alto nel gradimento dei runner italiani una città relativamente nota, sicuramente meno conosciuta rispetto a giganti del turismo come Parigi, Berlino, Londra o le stesse Madrid e Barcellona, per restare nel novero delle maratone spagnole?

In questi anni, in Italia, ha funzionato un passaparola che parlava di un mix tra servizi al concorrente, organizzazione dell’accoglienza, bellezza della città. Al raggiungimento di questi obiettivi ha lavorato molto lo staff di Correcaminos, società organizzatrice della gara, che fa capo al presidente Paco Borao, oggi a capo anche dell’AIMS (Associazione Mondiale delle Maratone e Corse su Strada). Il segreto del successo è anche nel rapporto con l’amministrazione comunale della città, un livello di collaborazione che farebbe invidia anche ai più quotati organizzatori italiani.

Le sorti della maratona, disputata la prima volta nel 1981, cambiano infatti quando la strada degli organizzatori incrocia quella di uno dei personaggi politici più famosi e discussi del panorama spagnolo, Rita Barberá, scomparsa il 23 novembre 2016, a seguito di un infarto, a 68 anni, nel pieno del processo a suo carico per la rete clientelare creata durante il lungo mandato. La storica “alcaldesa” (sindaca), poi anche senatrice del Partito Popolare, fu a capo della “ciudad” per 24 anni e puntò da subito sul turismo per fare uscire dalla crisi il bilancio comunale.

«La crisi economica europea del 2007-2008 colpì anche la Spagna ed ebbe un grande impatto su Valencia e soprattutto sul settore sportivo – ricorda Paco Borao in un’intervista rilasciata a Correre -. Pesavano soprattutto le enormi spese affrontate negli anni precedenti per ospitare l’America’s Cup di vela e il circuito urbano di Formula 1. Per quest’ultimo appuntamento, l’impegno economico della città fu di circa 25 milioni di euro l’anno. Quel cocktail non fece che accrescere lo scontento sociale negli anni successivi. Poi, nell’ottobre 2010, fui eletto presidente dell’AIMS e fui ricevuto dall’allora sindaca Barberá. Dopo le congratulazioni, mi disse di raccontarle qualcosa di più sulla maratona. Io lo feci con piacere per più di un’ora… e qualche giorno dopo fui chiamato per un incontro all’assessorato allo sport. Trovai una mappa della città sul tavolo e mi dissero “questa è la città, disegna il percorso che desideri”. Furono le persone dello stesso assessorato che cercarono insieme a noi la migliore soluzione per il percorso e per il migliore svolgimento della manifestazione che, ad esempio, si spostò da febbraio a novembre per sfruttare maggiormente le opportunità turistiche offerte dalla città. Dal 2011 il percorso della maratona di Valencia non è più cambiato».

Il ritorno di Valeria Straneo
Per la vittoria sarà battaglia africana, con l’obiettivo, da parte degli organizzatori, di entrare nella top ten delle maratone più veloci al mondo. Il percorso lo consente, come dimostrato di recente dal keniano Abraham Kiptum, che sempre a Valencia, il 28 ottobre scorso, ha concluso la mezza maratona in 58’15”, record del mondo.

La sfida di domenica 2 dicembre è incentrata, tra gli uomini, soprattutto sugli etiopi Leule Gebrselassie (2:04’02”, Dubai 2018) e Jemal Yimer Mekonnen (58’33” in mezza maratona, proprio a Valencia 2018) oltre che sul keniano Norbert Kigen (2:05’13”, Amsterdam 2017), mentre tra le donne si prospetta analogo duello tra la keniana Philomena Cheyech (2:21’22”, Parigi 2017) e l’etiope Aberu Zennebe, “defender” della vittoria 2017, conquistata in 2:26’17” (personale di 2:25’30”, Ottawa 2015). Gli appassionati italiani, poi, fanno il tifo per Valeria Straneo. La quarantaduenne primatista italiana della distanza (2:23’44”, Rotterdam, 15 aprile 2012) torna a cimentarsi sui 42,195 km. L’ultimo traguardo lo tagliò ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro, il 14 agosto 2016, quando si classificò tredicesima in 2:29’44”. 

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