Caso Cuzari, Team Forward non gareggerà a Indianapolis

Il Team di MotoGp e Moto2 proverà a rientrare a Brno il 16 agosto: a rischio quaranta posti, oltre a quello dei piloti

Caso Cuzari, Team Forward non gareggerà a Indianapolis

Il Team Forward Racing non sarà al via del GP di Indianapolis. In una nota ufficiale, la squadra di Giovanni Cuzari, in stato di fermo e sotto accusa in Svizzera di diversi reati tra i quali anche il riciclaggio e l'evasione fiscale, annuncia la sua rinuncia alla prossima gara in calendario. A causare questa decisione, si legge nella nota, la reazione degli sponsor, principale fonte di ricavo di un team indipendente.

Alcuni sponsor hanno rescisso i contratti in essere e interrotto i pagamenti, creando un'oggettiva ulteriore difficoltà finanziaria che rischia di compromettere definitivamente la vita del Team. L'attività di questi giorni del personale della squadra è stata quindi rivolta a ricostruire i rapporti con gli sponsor, ottenendo già alcuni consensi agli indispensabili aiuti economici per affrontare le spese delle prossime gare. Per questo motivo, dichiarano dal Team Forward, sono stati attivati nuovi processi di incasso e pagamento, ricostruita la gestione amministrativa e concordate con la Procura di Lugano le modalità operative immediate.

L'IRTA (International Racing Teams Association) ha poi raggiunto un accordo con il Team Forward che prevede la possibilità di non schierare i piloti al via del GP del 9 agosto, una deroga necessaria per non cancellare la posizione della squadra di Cuzari dalla griglia della MotoGP e della Moto2. L'obiettivo è quello di tornare in pista a Brno il 16 di agosto, saltando solo un GP.

“Sono stati giorni veramente difficili per Forward Racing e le sue sorti, solo nelle ultime ore si è intravista la concreta possibilità di riuscire a superare questa situazione. Mi auguro di avere al più presto Giovanni, che fino a prova del contrario è corretto ritenere innocente, libero e disponibile a trovare soluzioni che assicurino definitive certezze. In questo momento buio, diversi “partner” e “amici” hanno comprensibilmente preso le distanze dal team e voglio quindi pubblicamente ringraziare chi invece ci sta aiutando: Dorna e IRTA che ci hanno dato sin dall'inizio pieno supporto, tutti i membri della squadra, che senza ancora assicurazioni su un futuro certo, hanno dato il loro incondizionato appoggio per la prosecuzione degli impegni e quegli sponsor e nuove Società che si sono fatte avanti, nonostante le oggettive preoccupazioni, per darci fiducia e stanno interpretando il senso della sponsorizzazione nel significato più vero e alto, la ragione originaria, un aiuto economico per permettere allo sportivo di realizzare il proprio talento”.

40 POSTI A RISCHIO

Sono a rischio non solo il posto dei piloti Stefan Bradl e Loris Baz in MotoGP e di Simone Corsi e Lorenzo Baldassarri in Moto2, ma anche del personale della squadra, circa 40 persone.

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