© Getty Images
© Getty Images
Pressione mescole stanno giocando un ruolo importante in uno dei campionati più belli e incerti degli ultimi anni
di Alberto Gasparri© Getty Images
© Getty Images
La MotoGP ci sta regalando uno dei campionati più belli e incerti degli ultimi anni, con tre piloti in lotta per il titolo e il duello tricolore Aprilia-Ducati per la supremazia mondiale. Ogni GP regala sorprese, imprevisti, colpi di scena e ribaltamenti di classifica. Tutto perfetto? Non proprio. Perché molto spesso, a volte troppo spesso, il regista occulto di questo bellissimo film, si chiama Michelin. Non che il costruttore francese decida a tavolino chi far vincere o perdere, ma è indubbio che le gomme stanno giocando un ruolo decisivo per l'assegnazione della corona del 2026.
Ogni volta c'è qualcuno dei protagonisti che viene limitato dalla pressione degli pneumatici e si vede costretto a rallentare, a far passare il rivale di turno per abbassare la temperatura, prima di tornare a spingere. Perché bisogna evitare la penalità introdotta a difesa della sicurezza, ma che castra lo spettacolo della pista.
I piloti, se non lo dicono a denti stretti, lo fanno capire. Correre così non è piacevole e gli scherzetti sono sempre dietro l'angolo. E quando non è la pressione, a entrare in gioco sono le mescole, che si adattano più o meno bene a quella moto, a quello stile di guida, a quella pista. All'improvviso, senza una vera logica. Pensare che il fornitore unico avrebbe dovuto limitare le differenze e mettere tutti sullo stesso piano.
Cambierà qualcosa dal 2027 con l'arrivo di Pirelli?