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Ibrahimovic-Napoli fa già sognare: "L'uomo giusto per il sogno scudetto"

Giovanni Galli, De Maggio, Auriemma e Petrazzuolo ci parlano di cosa porterebbe lo svedese agli azzurri

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È bastata l'apertura di De Laurentiis per infiammare un'intera città, un'intera tifoseria. Napoli sogna Ibra ed è pronta a consegnargli il cuore come ha fatto con Maradona, Careca, Higuain. Con quella passione unica che non ha eguali nel nostro campionato. Inevitabile associare l'ex Juve, Inter e Milan alla parola "scudetto". Ed è proprio questa che ricorre nei pensieri degli opinionisti del mondo partenopeo che abbiamo contattato per Sportmediaset.it.

Giovanni Galli, portiere del Napoli dal '90 al '93 considera lo svedese la "medicina" giusta per guarire la malattia principale di Insigne e compagni: "Credo che questo gruppo di calciatori, dopo lo scudetto sfuggito due anni fa, abbia perso la convinzione di poter vincere. Quale sarebbe il valore aggiunto di Ibra? Risvegliare la fame di vittoria degli azzurri". Per Valter De Maggio, direttore di Kiss Kiss Napoli, Ibrahimovic "sarebbe il calciatore ideale per infiammare Napoli! Un campione che non si discute. La sua età conta fino ad un certo punto. Sono convinto che sarebbe l'elemento adatto per contribuire alla realizzazione del sogno scudetto, quello che anima la mia città da 30 anni".

Raffaele Auriemma, compagno di viaggio di Pierluigi Pardo ogni domenica a TikiTaka, è in sintonia: "Ibra è come Ancelotti: sinonimo di vittoria. Uno è l’allenatore tra i più vincenti nella storia del calcio, l’altro ha fatto trionfare (quasi) tutte le squadre delle quali ha indossato la maglia. Metterli insieme, significherebbe collocare il Napoli in pole position per la conquista del tanto atteso terzo scudetto". Secondo Antonio Petrazzuolo, l’apertura di Aurelio De Laurentiis a Zlatan Ibrahimovic non nasce dal caso. ADL conosce l’imperatore, avendolo conosciuto tempo fa a Los Angeles insieme alla sua famiglia. "Dalle sue parole- dice il direttore di NapoliMagazine- traspare un aspetto fondamentale, che supera il discorso legato all’età: per il presidente del Napoli viene prima di tutto l’uomo. Il “dipende da lui” significa che l’apertura per accoglierlo a Napoli c’è tutta. Dopo l’ammissione di Ibra, che sogna di riabbracciare Carletto, quella di Ancelotti, che sorride al sol sentire pronunciare il suo cognome, ed infine l’evidente placet di ADL ci sono tutte le condizioni per vederlo in azzurro. Ed io condividerei in pieno questa scelta per un semplice motivo: ha personalità da vendere, nello spogliatoio può ancora fare la differenza, così come in campo. Waiting for Ibra...".
Anche Carmine Martino, voce delle partite del Napoli su Kiss Kiss, non ha dubbi: "Ibra non si discute. Anche a 38 anni. Oltre ai gol, con la sua spiccata personalità potrebbe aiutare il Napoli a colmare quella piccola lacuna mentale che impedisce alla squadra di compiere l'ultimo passo per vincere un titolo".

Ci sarà già chi, a San Giovanni Armeno, sta modellando la statuina di Ibra per il presepe. Oppure chi si appresta a prendere vernice e pennelli per disegnare un murales di benvenuto. Dopo le parole di ADL, Napoli si prepara. Il sogno da oggi è un po' meno sogno e più realtà.

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