Tra Inzaghi e Lotito la fumata è quasi nera: si va verso il divorzio

Il disaccordo è su tutto: gestione del mercato, obiettivi e prolungamento del contratto

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Un sabato mattina soio apparentemente uguale a tutti. Simone Inzaghi si è presentato al centro sportivo di Formello con il sorriso per dirigere quello che con tutta probabilità sarà il suo ultimo allenamento alla guida della Lazio. Dopo i silenzi e i musi lunghi dei giorni scorsi, i colloqui delle ultime ore con il presidente Lotito sembrano avergli tolto un peso e portato alla convinzione che il suo matrimonio dopo 19 anni d'amore con la Lazio è giunto al punto di svolta. Con ancora un anno di contratto in essere, Inzaghi potrebbe anche decidere di restare fermo per una stagione.
I colloqui con Lotito di questi giorni sono stati tumultuosi e dai toni forti. Il presidente rinfaccia al suo allenatore la stagione, pessima, in campionato. Altro punto di scontro le garanzie tecniche e sul mercato. Inzaghi pone il veto sulla cessione di tutti i big. La società vorrebbe vendere Luis Alberto e, qualora arrivasse l'offerta da 120 milioni, Milinkovic-Savic. Con il presidente che fa sapere al suo allenatore non solo di non poter dettare le condizioni ma soprattutto il fatto che se è diventato quello che è oggi lo deve alla sua intuizione di portarlo alla guida della prima squadra. Infine, dato non meno trascurabile, il prolungamento di due anni dell'attuale contratto e l'adeguamento dell'ingaggio. Quello proposto da Lotito è di 500 mila euro, dagli attuali 1,2 a 1,7, e non il doppio come pretenderebbe Inzaghi che, intanto, aspetta la chiamata giusta da Milano, sponda rossonera, tenendo sempre l'occhio vigile in direzione Torino.

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