Juventus, i tre obiettivi dietro al ritorno di Buffon

In caso di ritorno, il portiere avrebbe ben chiaro il suo ruolo tra presente e futuro. E si ridurrebbe l'ingaggio

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Il ritorno alla Juventus di Gianluigi Buffon, sempre più vicino, nasconde tre paletti ben chiari tra giocatore, allenatore e dirigenza. Innanzitutto il 41enne sarebbe un punto di riferimento ideale (assieme a Chiellini, ovviamente) per Maurizio Sarri nell'approccio all'ambiente bianconero che Buffon conosce alla perfezione soprattutto per affrontare i primi mesi, quelli nei quali l'ex Napoli potrebbe scontrarsi con lo scetticismo di parte dei tifosi. Non una stampella ma un aiuto in più grazie ad una figura per la quale lo stesso Andrea Agnelli nutre grande considerazione.

Buffon arriverebbe come vice Szczesny, nessun dubbio, ma con un'ambizione neppure troppo nascosta: battere le 647 presenze in Serie A di Paolo Maldini, record per il nostro campionato. Gigi è fermo a 640, ne basterebbero otto che - soprattutto in concomitanza di partite chiave di Champions League o a fine stagione, se la Juve vincesse lo scudetto con largo anticipo come lo scorso anno - in qualche modo Sarri potrebbe fargli disputare per far riposare il titolare polacco.

Poi un futuro in dirigenza, ipotesi della quale si era parlato già dopo l'addio del 2018, con un un ruolo ancora da definire. Prima c'è un'altra stagione da disputare sul campo e non come secondo giocatore pagato della rosa, come si è letto. Anzi Buffon accetterebbe una decurtazione dello stipendio, dagli attuali 4 milioni di euro (ultimo contratto al Psg) a circa 2,5 all'anno.

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