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I primi anni '10 di inizio millennio hanno visto il trionfo tecnico e commerciale del motore a gasolio. In Europa - sotto il fortissimo impulso tedesco - era il carburante preferito: scelto da milioni di automobilisti, applicato sulla maggior parte dei veicoli. Utilitarie incluse (come la Lupo e la Fiat Panda). Insomma, ciò che oggi è ibrido o elettrico, prima andava a diesel. Il futuro della mobilità, sembrava questo. Volkswagen decise di investire ingenti risorse per realizzare un modello il più efficiente possibile. Il centro di ricerca e sviluppo ipotizzò che l'ibrido fosse la soluzione ideale per lo scopo. Il motore principale fu un 800 cc bicilindrico da 48 CV abbinato a un'unità elettrica da 27 CV, collegata a una batteria da 5,5 kWh (50 km di autonomia a zero emissioni). La XL1 consumava 0,9l/100 km ed emetteva 21g/km di CO2. Un risultato straordinario. Ne furono prodotti soltanto 250 esemplari, ognuno venduto a un prezzo di 111 mila euro