Vettel sotto le tre ore alla London Marathon: "Era il mio sogno, la consiglio a tutti"
L'ex ferrarista ha corso per beneficenza, sfiorando anche il negative split
di Stefano GattiC'è Sebastian... e Sebastian. Domenica 26 aprile a Londra il keniano Sebastian Kimaru Sawe ha fatto la storia diventando il primo uomo a correre la maratona sotto lo storico muro delle due ore, completando l'impresa in un'ora, 59 minuti e 30 secondi (e l'etiope Yomif Kejelcha il secondo con un tempo di soli undici secondi più alto). Nel suo piccolo però un altro Sebastian ha compiuto una piccola, grande impresa. Stiamo parlando di Sebastian Vettel. Al suo debutto sulla mitica distanza dei 42 chilometri e 195 metri, l'ex ferrarista (quattro volte campione del mondo di Formula Uno con la Red Bull) la TCS London Marathon in un tempo quasi esattamente di un'ora più alto del nuovo recordman Sawe, tagliando il traguardo due ore, 59 minuti e otto secondi dopo il segnale di partenza. Al via per una buona causa (il sostegno alla Brain&Spine Foundation e al Grand Prix Trust), SuperSeb ha chiuso la sua prova in 3094esima posizione su un totale di quasi sessantamila partecipanti (2866esimo uomo).
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Vettel ha pure sfiorato il negative split, che consiste nel correre la seconda metà della maratona in un tempo inferiore alla prima. Il tedesco infatti si è presentato al passaggio della mezza maratona un’ora, 29 minuti e 18 secondi dopo il via, completando poi la seconda metà della distanza in un tempo di soli trentadue secondi più alto (un'ora, 29 minuti e 50 secondi). Raggiunto dai microfoni di BBC Sport pochi minuti dopo aver tagliato il traguardo, Vettel ha raccontato ancora a caldo le sue impressioni e le sue emozioni.
"Correre la maratona è sempre stato un mio sogno. Anche dopo aver lasciato la Formula Uno mi sono sempre tenuto in forma con la corsa e con la bicicletta. Ho pensato che questo fosse il momento giusto. Mi è sembrata molto lunga. Era la mia prima maratona, non sapevo bene cosa aspettarmi. È stato incredibile vedere quanta gente ci fosse lungo il percorso di gara e come fossero tutti entusiasti. È stata una bellissima esperienza, sono molto emozionato e sono molto felice di averla portata a termine. Non sei mai davvero da solo in una gara così".
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"Quando passi per la seconda volta a Tower Bridge ti rendi conto che manca ancora tanta strada e... lo senti ma c'è così tanta gente, ci sono così tanti tifosi con i loro cartelli ad incoraggiarti: quello è un grande aiuto. Mi ero posto un obiettivo molto alto, che era quello di chiuderla sotto le tre ore: ci sono riuscito e ne sono molto felice ma al di là di questo - avendola vissuta in prima persona - sono felice per la qualità dell'esperienza in sé e non posso fare altro che consigliare a tutti di iscriversi ad una maratona e di provarci".