Singapore: Antonelli punta alla prima vittoria, Hamilton mette nel mirino la quinta
Vincendo quest'anno a Marina Bay sir Lewis farebbe pari con Sebastian Vettel
di Stefano Gatti© Getty Images
Caso più unico che raro, il Gran Premio di Singapore ha visto nell'era post-covid quattro diversi vincitori sia tra i piloti che tra le squadre. Dopo la doppia cancellazione pandemica 2020-2021 infatti ad imporsi sul tracciato cittadino di Marina Bay sono stati dal 2022 al 2025 Sergio Perez con la Red Bull, Carlos Sainz con la Ferrari, Lando Norris con la McLaren e George Russell con la Mercedes, quest'ultima primatista di vittorie con cinque sigilli singaporegni contro i quattro di Ferrari e Red Bull. Varietà al vertice insomma, ma fino ad un certo punto perché ad alternarsi sul podio alto sono pur sempre stati i piloti delle attuali Big Four del Mondiale. E a pensarci bene nell'albo d'oro del GP asiatico l'unica incursione vincente di un team diverso dai quattro che dominano attualmente la scena è stata quella della Renault con Fernando Alonso nell'edizione inaugurale del 2008. Lo spagnolo si sarebbe ripetuto due anni più tardi con la Ferrari che a Singapore ha vinto quattro volte: ai successi di Alonso e Sainz vanno aggiunte le coppe portate a Maranello di Sebastian Vettel nel 2025 e nel 2019. Il tedesco è il recordman di successi a Singapore con cinque apparizioni sul gradino più alto del podio (le altre tre dal 2011 al 2013 naturalmente con la Red Bull), seguito da Lewis Hamilton a quota quattro vittorie (la prima con la McLaren-Mercedes nel 2009, le altre tre con la Mercedes... tout court nel 2014, 2017 e 2018) e la voglia matta di pareggiare lo stesso Vettel nella diciassettesima edizione della gara, in programma nel fine settimana.
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Tra gli attuali big del Mondiale, solo Charles Leclerc e - udite, udite - Max Verstappen non hanno mai tagliato per primi il traguardo sotto le luci di Marina Bay, ma a negare loro la gioia del primo sigillo da queste parti ci proverà anche Kimi Antonelli, l'anno scorso al via dalla seconda fila e "solo" quinto al traguardo, mentre il suo compagno di squadra Russeel trionfava dalla pole position. Sono trascorsi solo dodici mesi ma viene da dire i dodici mesi che hanno cambiato il corso delle cose e anche quello della storia del motorsport, visto che una vittoria a Singapore permetterebbe a Kimi di giocarsi il suo primo match point iridato due fine settimana più tardi nel Gran Premio degli USA in Taxas ma più verosimilmente il primo giorno di novembre a Città del Messico.