HAMILTON E IL LOCKDOWN

Lewis oltre il lockdown, pronto per la caccia al settimo sigillo

Il sei volte campione del mondo riflette sulla lunga sosta forzata e sulla necessità di ripartire "a tutta" al via del Mondiale

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Per Lewis Hamilton il Mondiale di Formula Uno 2020 è come un ponte ... sospeso nel vuoto: è proprio il caso di dirlo. Raggiunti e staccati prima Senna, poi Prost, poi ancora Fangio, per il sei volte campione del mondo la missione è adesso quella di partire alla caccia del settimo sigillo personale nell'albo d'oro del Mondiale e così eguagliare Michael Schumacher. Missione possibile, per il numero uno della Mercedes ... pandemia permettendo!

Non bastavano Leclerc e Verstappen, la Ferrari oppure la Red Bull. Tra gli avversari che Lewis Hamilton si prepara ad affrontare, nella sua rincorsa alle vette assolute della storia delle corse, ci sono anche le conseguenze dell'emergenza sanitaria globale su un calendario già rivoluzionato ed in continuo aggiornamento. Senza, al momento, alcuna garanzia che la stagione iridata possa davvero avere inizio con i due Gran Premi attualmente previsti domenica 5 e domenica 12 luglio in Austria. Circostanza che Lewis ha affrontato in una conversazione - diffusa dalla Mercedes - a proposito del periodo di lockdown e delle sue conseguenze sul ritorno all'attività.

"Probabilmente al momento di scendere in pista per il primo turno di prove libere del venerdì mattina a Spielberg saremo tutti ... belli arrugginiti! Sarà interessante vedere chi tra di noi riuscirà ad essere più brillante ... al via. Mi sono sentito spesso al telefono con il mio ingegnere di pista Bono (Peter Bonnington)  e con James (Vowles, responsabile Mercedes per la strategia), studiando insieme un piano operativo per la ripartenza. Credo che dovrò rassegnarmi a lavorare con il simulatore, cosa che non amo granché. Però è importante, perché ci permetterà di essere pronti da subito, quasi come se al nostro arrivo in Austria avessimo già sulle spalle tutte le gare che invece non abbiamo potuto disputare. Questa sarà la prima sfida da affrontare, Non so se saremo all'altezza da subito, ma è un buon obiettivo, tanto per cominciare".

Di sicuro per uno come Lewis, abituato ad una vita da rockstar, a non concedersi particamente mai pause, nemmeno tra un Gran Premio e l'altro, magari in piena lotta per il titolo, le limitazioni agli spostamenti ed alla vita pubblica provocate dal dilagare della pandemia devono avere assunto toni ... drammatici ma è chiaro che un campione del suo livello sa come volgere a proprio favore anche le situazioni impreviste, e non solo quelle strettamente legate alla Formula Uno.

"Dal punto di vista psicologico si è trattato in definitiva di trovare un buon equilibrio con me stesso, trovare il modo di volersi bene e di sentirsi a proprio agio, nonostante tutto. Mi sono preso cura di me stesso, ho cercato di approfondire i miei punti di forza e di studiare meglio le mie debolezze, senza drammatizzarle. Insomma, ho cercato di tenere la mente occupata, di fare anche un po' di meditazione. Mica tanto facile per un irrequieto come me. Poi, certo, anche se mi sento in buone condizioni di forma, so che si può sempre migliorare. Qualche volta mi sono guardato e mi sono detto che stavo ingrassando, che dovevo curare di più la forma fisica, uscire a fare una corsetta. Qualche volta mi sono alzato dal letto un po' svogliato. Mi sono sentito poco motivato, sono arrivato a chiedermi: devo davvero continuare a correre? Poi magari, anche solo un'ora più tardi, mi sono reso conto che in realtà amo a tal punto quello che faccio che certi pensieri per il momento ... non li devo proprio prendere in considerazione"!

  

  

 

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