Le Stelle stanno a guardare, Red Bull, già al Max e la Ferrari... in cerca d'autore
Il pilota olandese e la Red Bull si aggiudicano il "Gran Premio d'inverno" ma il bilancio dei test premondiale si presta come sempre a molte interpretazioni.
di Stefano Gatti
I giochi sono fatti: tre giorni di test sulla pista che tra due domeniche ospiterà il via del Mondiale hanno restituito il primo quadro credibile delle forze in campo ed a mostrare i muscoli è stata nel weekend la Red Bull che si è costantemente espressa su livelli di eccellenza per tre giorni: sia in condizioni di "time attack" che nelle simulazioni di "long run". Qualche dubbio di troppo condiziona invece la marcia di avvicinamento al GP del Bahrain della Mercedes e sono ancora tante le... sfumature di rosso della Ferrari SF21.
Eppure, è proprio nella power unit celata dal cofano motore con le sue nuances che sfumano dal rosso acceso (screziato di verde...) all'amaranto delle origini che Mattia Binotto ha identificata la notizia più confortante emersa dai test di Sakhir e confermata pure dalle buone performances dell'Alfa Romeo, spinta anch'essa dalla PU di Maranello. Il gap velocistico pagato a carissimo prezzo la scorsa stagione sembra in gran parte recuperato, semmai a lasciare in eredità qualche dubbio di troppo sono state le prestazioni nelle simulazioni di gran premio, che hanno offerto dati discontinui.
Senza mai dimenticare che qualsiasi considerazione sul valore assoluto dei dati (e dei tempi) emersi nel weekend sono tutt'altro che univoci ed affidabili. Il responso vero della pista può arrivare solo dai novanta minuti di un turno di prove libere, dall'ora scarsa delle qualifiche, dai 57 giri (nel caso del Bahrain) del Gran Premio. Non certo dalle performances spalmate su otto ore di test al giorno, per di più caratterizzate da variazioni di temperatura non indifferenti, tra ore del mattino, pomeridiane e serali. Insomma, terminata l'attività in pista, inizia per gli ingegneri delle dieci squadre un lavoro di "scrematura" dei dati che solo a loro permetterà di avere un quadro "certo" delle forze in campo. Tutte le altre considerazioni si basano su quanto visto in pista nel weekend o poco più e dalle dichiarazioni rilasciate a fine test.
Da questo punto, mentre la Ferrari appare comunque migliorata rispetto al 2020, ad uscire dai test con il ruolo di favorita è senza dubbio la Red Bull: la RB16B ha concluso la tre giorni nel deserto davanti a tutti e con il ruolo di monoposto da battere. Piuttosto sorprendente visto che - storicamente - il team di Milton Keynes fatica a presentarsi al via del Mondiale con tale ruolo e raggiunge livello di sviluppo (e di eccellenza) intorno a metà stagione. Potrebbe essere l'anno buono per Max Verstappen (vincitore ad Abu Dhabi dell'ultimo GP della scorsa stagione)? Le premesse ci sono e l'olandese - all'ultimo anno di impegno ufficiale Honda - sembra proprio avere davanti una grande occasione per lanciare la propria candidatura. Anche perché quella che scatta a fine mese a Sakhir è "ormai" la sua quinta stagione "piena" al volante di una monoposto da primato. Una conferma indiretta del ruolo-guida della Red Bull nel Mondiale che sta per avere inizio arriva tra l'altro dalla bontà di base della sorella minore Alpha Tauri. Al volante della AT02 abbiamo anche visto in azione il miglior rookie del 2021: il giapponese Yuki Tsunoda che - al netto della scarsa competitività "oggettiva" della Haas VF21 di Mick Schumacher e Nikita Mazepin - ha sorpreso per velocità e maturità, chiudendo l'ultima giornata di test letteralmente in scia a Verstappen.
Abbiamo lasciato per ultimi i campioni del mondo della Mercedes. Lewis Hamilton e Valtteri Bottas non sono mai riusciti a mettersi in evidenza nelle performances sul giro secco e dati confortanti non ne sono venuti nemmeno nelle cosiddette "race sims", le simulazioni della gara. Improbabile che, in una griglia dominata da "versioni b" delle mooposto 2020 (causa congelamento dei regolamenti) , la Freccia Nera W12 possa avere un bersaglio diverso da quello delle sue sette sorelle dal 2014 in avanti. Possibile invece che sia una monoposto "difficile", che richieda più tempo per raggiungere il massimo del proprio potenziale: una motivazione in più per "incattivire" un Lewis Hamilton che ne ha probabilmente bisogno. E, speriamolo, un'occasione in più per la concorrenza ed un motivo di interesse per gli appassionati.