La carica dei centouno: Ferrari, i conti sono in rosso
Il ritardo del migliore dei ferraristi da Antonelli ha toccato a Madrid la tripla cifra
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I conti sono presto fatti: centouno punti di ritardo dalla "mole" Antonelliana per il "candidato" Hamilton nella classifica piloti, la McLaren alla calcagna o quasi nella corsa per il secondo posto in quella Costruttori, di per sé ben poco entusiasmante. Madrid ha detto male (molto male) alla Ferrari. Inconcepibile l'sos radio di Charles Leclerc che - "abbandonato" al comando - chiede istruzioni sul da farsi. Amarissimo il vagare tra i padiglioni dell'IFEMA madrileno di sir Lewis, lui invece abbandonato dai freni della sua SF-26 dopo pochi giri di gara e inghiottito dal gruppo prima ancora di fare mestamente ritorno nel garage rosso.
Dopo Monza e dopo una settimana spinosa", un altro fine weekend deludente ma soprattutto contraddittorio per le Rosse. Il Madring ha decretato la fine delle speranze della Scuderia di covare ulteriori sogni iridati, ora ridotti al rango di miraggio. La caccia rimane aperta solo ai successi di tappa ma anche quelli - dovessero mai arrivare - difficilmente basteranno a salvare una stagione fin qui risollevata solo dalle vittorie di Barcellona (Hamilton) e di Leclerc.
Sotto la lente di ingrandimento ci sono il Team Principal Frederic Vasseur e l'intera catena di comando. Non è questione di uomini ma di metodo. Serve un cambio di passo nella gestione del fine settimana di gara e in quella del sempre un po' traballante equilibrio tra i due piloti delle Rosse. Al di là della qualità della SF-26 (comunque sia una monoposto vincente), quella che si percepisce è la necessità di una svolta, se non proprio di una scossa all'intero ambiente. Il ritorno alla vittoria in tempi brevi potrà aiutare in questo senso, ma basterà?