FORMULA 1

Istanbul città aperta: Hamilton e Verstappen, sfida incertissima. Missione McLaren per la Ferrari

Ad Istanbul nuova tappa del duello per il titolo piloti, Ferrari punta a ripetere il podio della scorsa edizione del GP di Turchia.

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Con il successo di due domeniche fa a Sochi, Lewis Hamilton è tornato alla vittoria dopo due mesi abbondanti giù dal podio alto , rimettendo la freccia (nera, ma ancora per poco) nei confronti di Max Verstappen: 264,5 punti a 244. Vantaggio-Hamilton quindi, anche pensando al GP di Turchia del weekend in arrivo. Ad Istanbul infatti undici mesi fa il Re Nero ha fatto la storia, eguagliando Michael Schumacher a quota sette titoli. Eppure alcuni "indicatori" fanno pendere la bilancia a favore del suo rivale.

Qualcosa è cambiato insomma e la citazione cinematografica introduce un fine settimana dalle premesse abissalmente diverse da quelle del GP turco del 2020. 

Il secondo posto di Verstappen sul circuito olimpico di Sochi - scattando dall'ultima fila causa sostituzione della power unit Honda - ha in un certo senso il sapore della... predestinazione. Come se l'inerzia di questa stagione fosse tutta a favore del pilota olandese, come quando... tutto va bene anche quando va male. Certo, la Formula Uno è "scienza" fondamentalmente esatta ma la sua storia (proprio quella che Lewis ha contribuito a fare) è ricca di "wormholes", anomalie... spazio-temporali e "palle curve" in grado di sconvolgere il normale scorrere degli eventi. Nell'attesa di sottoporre la teoria all'evolversi del weekend, vale la pena attenersi ai fatti. Ed i fatti dicono - tra l'altro - che Istanbul ed il GP di Turchia potrebbero essere il luogo ed il tempo scelto dalla Mercedes per montare la quarta power unit  sulla W12 di Hamilton, andando incontro alla penalità che la Red Bull e Verstappen hanno preso in Russia, riuscendo peraltro a limitare al massimo i danni con il secondo posto in gara.

Si torna ad Istanbul per il secondo anno consecutivo ed il tracciato turco fa di nuovo il suo ingresso in calendario come stand-in di un evento cancellato a causa dell'emergenza sanitaria: il GP di Singapore, in questo caso. Nel weekend centrale di novembre 2020 la gara andò in scena al culmine di un fine settimana iniziato con i problemi legati alla scivolosità del fondo stradale appena riasfaltato. A complicare ulteriormente il compito dei piloti - in gara - le condizioni meteo di pesante maltempo. Hamilton studia gli avversari nella prima parte del GP, caratterizzata dalla dimostrazione di forza delle Racing Point: Lance Stroll al via dalla pole, Sergio Perez dalla seconda linea. Sul traguardo, vittoria e titolo per Hamilton con la Freccia Nera (che, come detto, tornerà d'Argento nel 2022), Perez secondo e Ferrari terza con Sebastian Vettel: solo la seconda apparizione maranelliana sul podio della scorsa stagione e di nuovo sul terzo gradino, dopo l'analogo piazzamento di Charles Leclerc al GP d'Inghilterra.

Proprio il monegasco sfiora... l'impresa: infila Perez per il secondo posto ma finisce lungo a meno di un chilometro dalla bandiera a scacchi e viene infilato sua dal messicano, sia dal proprio compagno di squadra. E comunque il momento più "alto" del 2020 ferrarista ma non c'è molto di cui vantarsi, visto il trend mediocre della stagione. Per fortuna la "tempesta" è passata, la stagione in corso ha offerto diversi lampi di luce e l'attuale coppia rossa punta su Istanbul per rilanciare la caccia alla McLaren ed al terzo posto che nelle due tappe di Monza e Sochi è andata... in sofferenza, con il team britannico ora davanti: 234 a 216,5.

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