FORMULA 1

Formula 1, Ferrari al lavoro sulla SF21: 30 cavalli in più per puntare al podio iridato

La monoposto 2021 verrà presentata a ridosso dei test di Barcellona e sarà un'evoluzione della SF1000

  • A
  • A
  • A

In casa Ferrari si lavora agli ultimi dettagli per ultimare la monoposto 2021, con la quale provare a riscattare una delle annate più complicate della storia recente del Cavallino. Si chiamerà SF21 e sarà, per forza di cose, un'evoluzione della vettura dell'anno scorso, visti i forti vincoli progettuali imposti ai costruttori per la prossima stagione. Verrà presentata a ridosso dei test di Barcellona (2-4 marzo) e senza cerimonie sfarzose, ma da Maranello filtra un certo ottimismo in merito alle performance: alcune modifiche al posteriore dovrebbero garantire una maggiore efficienza aerodinamica e una migliore resa degli pneumatici, mentre con la nuova power unit si punta a guadagnare 30 cavalli e colmare almeno in parte l'evidente gap di potenza con gli altri costruttori emerso nel corso 2020.

Getty Images

Rimontare sulla Mercedes è utopistico, come ammesso dallo stesso Mattia Binotto, anche perché la maggior parte degli investimenti (tra cui un simulatore nuovo di zecca) sono stati fatti in ottica 2022, quando avverrà il cambio di regolamento previsto inizialmente per quest'anno ma rinviato a causa dell'emergenza Covid.

Considerati gli elementi "bloccati" e le forti limitazioni allo sviluppo, in casa Ferrari ci si dunque è concentrati su due aspetti fondamentali: motore da un lato e retrotreno dall'altro. Il primo ha subito importanti modifiche sia alla parte endotermica, sia all'ERS e dovrebbe poter garantire una maggiore velocità in rettilineo, clamorosamente mancata alla SF1000 anche a causa delle limitazioni imposte dall'accordo riservato siglato con la FIA a fine 2019. Il secondo è stato riprogettato in alcuni elementi (si parla dei punti d'attacco delle sospensioni) e snellito nella sezione subito dietro i radiatori, con lo scopo principale di far lavorare le gomme alla giusta temperatura d'esercizio, un altro dei difetti cronici della monoposto 2020.

Dando per scontata la supremazia delle Frecce d'Argento, i principali avversari di Sainz e Leclerc dovrebbero chiamarsi Red Bull e Aston Martin, con la doppia insidia rappresentata da AlpineMcLaren, che tornerà a montare power unit Mercedes. La lotta per il podio iridato si preannuncia serratissima, ma a Maranello c'è fiducia, anche perché fare peggio dell'anno scorso appare davvero complicato. Il tutto aspettando un 2022 attesissimo tanto dai tifosi quanto dai protagonisti, con la speranza che il cambio di regolamento possa ribaltare almeno in parte le gerarchie consolidate e regalare nuovamente grandi soddisfazioni alla Rossa.

Commenta Disclaimer

I vostri messaggi 0 comments