FORMULA 1

Attacco a due punte o cambio di passo? Dilemma Ferrari per il 2023 

Lo storyboard del Mondiale appena consegnato agli archivi impone a Maranello scelte nette in tempi brevi

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Verstappen 454 punti, Leclerc 308: tradotto dai numeri alle parole (ai pensieri ed alle riflessioni, se volete), il ferrarista si è di fatto fermato a poco più di due terzi del cammino dell'olandese verso il suo secondo titolo iridato. Vicecampione, per così dire: un onore per il quale Charles e la Ferrari si sono rimboccati le maniche fino all'ultimo giro dell'ultimo GP. Un premio di consolazione: difficile attribuire maggior consistenza alla pur molto buona performance finale. Il 2023 è in qualche modo già il presente, le monoposto per la prossima stagione hanno superato da un pezzo la fase del progetto. Al netto del destino di Mattia Binotto, quello che il Mondiale terminato ad Abu Dhabi ha raccontato è stata la ricetta vincente dello "One Man Show" messo in scena con straordinaria efficacia e successo al botteghino di SuperMax. L'ombra del caso Budget Cap non ha oscurato più di tanto (anzi, per nulla) il secondo titolo di Verstappen. Andare allo scontro con due candidati rischia di essere scelta sempre perdente, al di là del mezzo a disposizione, e il dilemma - da questo punto di vista, riguarda anche la Mercedes.

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Tre vittorie contro una sola. I numeri, ancora una volta, come premessa per i pensieri. Incassato un imprevista superiorità di Sainz nella classifica finale del loro primo mondiale insieme, Leclerc si è preso la rivincita quest'anno, staccando di sessantadue punti lo spagnolo. La curiosità per l'eventuale gestione di due piloti rossi in lizza per il titolo è però evaporata con la prepotente ascesa del binomio Verstappen-Red Bull e la fine del sogno iridato. La filosofia ferrarista prevede da sempre che la scelta del cavallino sul quale puntare scaturisca dai risultati in pista ma - come anticipato sopra - è sempre la storia (della Formula Uno stessa, in questo caso) a dire che la scelta stessa abbia maggior possibilità di successo se operata nella primissima fase del campionato, meglio ancora se... a priori. A meno di non mandare in pista dallo stesso garage Senna e Prost.

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Sicuramente più talentuoso Leclerc, rispetto ad un Sainz dalle qualità affinate con il lavoro. Per lo stesso motivo, più "quadrato" lo spagnolo rispetto al "cristallo" monegasco. Tanto da costringere quest'ultimo a dare voce (letteralmente e platealmente ) alle proprie istanze - vedi il recente GP del Brasile - come il compagno di squadra aveva efficacemente fatto a Silverstone, puntellando così la sua prima vittoria nel Mondiale, con un tenperamento latino che il pur... rivierasco Leclerc ha dovuto rassegnarsi ad imitare, un po' fuori tempo massimo. Più difficile, per Sainz, esibire in pista gli stessi numeri di Charles, ma le occasioni non sono mancate e lo spagnolo le ha puntualmente finalizzate.

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Sottigliezze che definiscono però la differenza ed in ultima analisi - danno forma ad un sostanziale equilibrio che fa onore ad entrambi ed alla Ferrari stessa ma rischia di non pagare mai. Occorre forse un cambio di passo storico, che può essere facilitato da un passaggio di consegne al vertice. Per battere Verstappen e provare ad impedirgli di dare ulteriormente consistenza ad un ciclo appunto già ben avviato servono appunto scelte da mettere in atto subito, tagliando corto con una pausa invernale da affrontare con un obiettivo chiaro e - ma questa è solo una nostra idea - le forze puntate in una sola direzione. Al netto, lo abbiamo appena ricordato, della presenza nel campo rivale del "predestinato": quello vero. 

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