"Bambini, tutti in fila indiana!". Ma così si annichilisce la F1

In Francia un Gp che tradisce il significato stesso di corsa

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Bambini! Tutti in fila indiana e guai a chi sgarra”. La frase della maestra alla prima gita delle elementari è stata interpretata alla lettera da chi gestisce il mondiale di Formula 1, disciplina che costa e genera miliardi di euro in proporzione alla noia di chi assiste alle esibizioni in TV. Insomma i nuovi padroni del vapore hanno migliorato il contorno, che fa molto USA, ma si ritrovano tra le mani un disastro quando si tratta il materiale che più conta, cioè le corse. A Montreal la maestra ha punito il capofila L, nel senso di Vettel, per una sbavatura. Nota sul registro che nemmeno con la giustificazione è stata cancellata. Al Paul Ricard invece sono stati tutti bravi. Una fila indiana comandata dai soliti secchioni della Mercedes e i compagni di classe costretti a spartirsi quello che restava delle merendine. Siamo alle prese con un disastro, che rischia di non produrre notizie positive anche per Hamilton. Nella sua caccia ai record Lewis rischia infatti di essere ricordato come quello che ha vinto da solo, dentro un'epoca noiosa dominata da un solo marchio dalla dominate argento. Se l'obiettivo è annichilire la Formula 1 la strada intrapresa è quella giusta.

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