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Le auto sono piene di plastica

Una sola portiera ne contiene più di quanta ce ne fosse su un'intera vettura degli anni '50

di Tommaso Marcoli
09 Mar 2026 - 09:34
 © Ufficio Stampa

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L'evoluzione tecnologica dell'automobile è andata di pari passo con un progressivo impoverimento dei materiali che la compongono. Se nel dopoguerra la quasi totalità delle parti di una vettura era in acciaio o alluminio, oggi è la plastica a essere il materiale più diffuso nell'intera industria. I modelli contemporanei hanno molte parti - dalle portiere al cruscotto - realizzate con polimeri e materiali compositi, perché più leggeri e - soprattutto - più economici.
Una rivoluzione industriale
Negli anni '50 la plastica nelle automobili era praticamente assente. Dominavano i metalli con pochissimi elementi sintetici e per lo più limitati a elementi secondari o a dettagli. Un rapporto che - oggi - è totalmente invertito: la maggior parte delle vetture contiene tra i 120 e oltre 200 kg di plastica, pari a circa il 18-20% del peso complessivo. Concretamente, significa che una vettura può avere fino a 2.000 parti sintetiche tra elementi strutturali, rivestimenti interni e componenti tecniche.
Risparmio e opportunità
Le case automobilistiche hanno iniziato a sostituire i metalli per diversi motivi. Innanzitutto, il peso: la plastica può essere fino al 50% più leggera e questo può contribuire a ridurre consumi ed emissioni. Inoltre, i polimeri possono essere stampati in forme complesse integrando in un unico pezzo elementi che in metallo richiederebbero più componenti. In questo modo, si riducono costi e si razionalizzano i processi produttivi. Il risultato è che - a qualsiasi livello - le vetture sono imbottite di plastica tanto all'esterno quanto all'interno. La qualità percepita ne risente e gli automobilisti se ne sono accorti.

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