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La Bugatti nascosta dentro un muro: un inganno ai tedeschi

Quando la Germania invase la Francia, la nota famiglia s'ingegnò per non perdere la vettura più preziosa

di Tommaso Marcoli
06 Ago 2026 - 11:45
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 © Foto da web

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Le grandi famiglie europee di inizio Novecento, hanno costruito la loro fortuna sfruttando i tre settori della rivoluzione industriale: energia, tessile, automotive. Quest'ultimo si è evoluto, quasi subito, in un'arte estetica e tecnica per assecondare l'ardore dei pionieri della velocità. Ettore Bugatti - italiano emigrato in Francia - è tra i protagonisti di questa prima epopea. Ambizioso e sfacciato a tal punto da attirarsi l'attenzione dei nazisti.
Oltre il lusso
Ettore Bugatti si era fatto conoscere negli anni '20, costruendo automobili potenti e lussuosissime per poter rivaleggiare con Rolls-Royce e Maybach. Sintesi di questa sua esuberanza imprenditoriale è la Type 41: un'automobile costruita per essere venduta esclusivamente a Principi e Re. Le proporzioni erano monumentali: 6,4 metri di lunghezza totale, quasi 3.200 kg di peso, un motore otto cilindri in linea da 12,7 litri. Bugatti ipotizzò di costruirne 25; ne realizzò soltanto sei. Un insuccesso commerciale clamoroso, non all'altezza del suo nome: Coupé Napoléon.
L'invasione
La produzione mise in seria difficoltà i conti di un'azienda audace, ma poco strutturata che da lì in poi, suo malgrado, si attirò una serie di jelle ingovernabili. Nel 1936 il figlio di Ettore - Jean, un abile tecnico - perse la vita in un incidente stradale, lasciando il padre senza eredi. Tre anni più tardi, lo scoppio della Seconda guerra mondiale e l'ingresso della Wehrmacht in Francia, convinsero la famiglia a trasferirsi a Bordeaux, dove ottenne alcune commesse militari. Con l'armistizio del 1940 e il passaggio dell'Alsazia alla Germania, i Bugatti furono costretti a tornare a Molsheim per servire l'esercito tedesco e cedere la fabbrica.
Sopravvissuta
L'avanzata dei nazisti si portava dietro espropri e soprusi di ogni tipo. Intuita la pericolosità della circostanza, Bugatti - prima del periodo a Bordeaux - decise di nascondere un esemplare della Type 41 rimastogli in uso. La ciclopica berlina sarebbe subito balzata agli occhi del nemico e, per lo stesso motivo, nasconderla richiedeva furbizia. Decise di murarla all'interno del castello di Molsheim, sua residenza, di modo che diventasse invisibile. L'ingegno riuscì e l'auto sfuggì al sequestro. La fine della guerra non portò però sollievo alla famiglia, che non riuscì mai a riavere indietro l'azienda. Ettore morì nel 1947, la Coupé Napolèon fu acquistata dai fratelli Schlumpf prima di essere confiscata dallo Stato francese per insolvenza. La travagliata storia della Type 41 giunge al termine presso il Musée National de l'Automobile di Mulhouse, dove oggi è possibile ammirarla.

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