L'età dei robot: così l'uomo rischia di diventare superfluo
Le case automobilistiche stanno integrando umanoidi all'interno delle linee produttive. Cresce l'allarme: in Corea, 30 mila dipendenti Hyundai scioperano contro l'automazione
di Tommaso Marcoli© Ufficio Stampa
Il decennio che sta avviandosi alla conclusione ha radicalmente trasformato l'industria automobilistica. La transizione energetica è ormai un processo irreversibile: sebbene si cerchi di mantenere in vita il motore a combustione, esso sopravvivrà solo con l'ibrido. Le fabbriche stanno profondamente cambiando, introducendo processi di automazione che non richiedono la presenza umana.
Sostituzione
Lo sviluppo impetuoso della robotica, sembra aver dato forma a una paura a lungo immaginata da romanzi e film di fantascienza: la sostituzione della forza lavoro umana. Crescono i marchi automobilistici disposti a introdurre, all'interno delle linee produttive, umanoidi di ultima generazione. Questi hanno fattezze umane e ne riproducono efficacemente movimenti e compiti, senza affaticarsi e senza richiedere alcun compenso. Con il tempo, potrebbero diventare più abili ed effettuare operazioni complesse.
Un problema
Hyundai intende produrre 30 mila robot Atlas l'anno, per poi inserirli all'interno delle fabbriche come "operai". I dipendenti in carne e ossa sono entrati in stato di agitazione, chiedendo rassicurazione al gruppo coreano e domandano di poter partecipare alla ricchezza generata da questa rivoluzione tecnologica. L'IA e i robot permettono alle aziende di massimizzare i profitti abbattendo i costi, la richiesta è di dividere questi guadagni con i dipendenti attraverso bonus o aumenti in busta paga.
L'allarme dagli USA
La questione non è isolata alla sola Asia. Negli Stati Uniti d'America, il Sindacato United Automobile Workers (UAW) esprime la sua preoccupazione per il futuro. L'automazione renderà le fabbriche più produttive: nelle stesse ore si produrà un numero maggiore di vetture, a minor costo. La richiesta è sempre di (con)dividere questi extra con gli operai, che potrebbero lavorare di meno, guadagnando di più. Non sono dello stesso avviso i costruttori, che ritengono IA e robotica strumenti necessari per restare competitivi nei confronti della Cina. La lotta tra uomini e macchine non è più una questione di romanzi e film.