Il mitico cruscotto arancione di BMW
Dall’ambra ai display multifunzione, l'evoluzione degli interni riflette necessità tecniche
di Redazione Drive Up© Foto da web
Per decenni, entrare in una BMW di notte ha significato immergersi in un’atmosfera cromatica inconfondibile. Quell’arancione ambrato che illuminava cruscotti e pulsantiere era diventato una vera e propria firma visiva del marchio bavarese, ma la sua genesi non aveva nulla a che fare con la moda o il puro esercizio di stile.
La scienza dietro il colore
La scelta dell’ambra era, prima di tutto, una soluzione ergonomica e fisiologica. Quella specifica lunghezza d’onda è stata scelta perché è la meno stancante per l’occhio umano durante la guida notturna: permette di leggere chiaramente le informazioni del quadro strumenti senza compromettere l’adattamento della vista al buio della strada. È l’esempio perfetto di design funzionale, dove la necessità tecnica di ridurre l’affaticamento visivo si è trasformata, quasi involontariamente, in un codice identitario.
Troppe funzioni
Oggi, però, il paradigma è cambiato. L’abitacolo moderno non è più solo uno spazio di guida, ma un’interfaccia digitale complessa. I cruscotti analogici hanno lasciato il posto a grandi display che devono gestire mappe in tempo reale, notifiche dello smartphone, stati di ricarica e sistemi di assistenza alla guida. In questo nuovo scenario, un unico colore non è più sufficiente a organizzare una tale mole di informazioni. Il passaggio dall’analogico al digitale ha costretto BMW e gli altri brand a evolvere i propri codici.