Il Governo valuta le targhe alterne
Per ora la situazione italiana non è così allarmante, misure di emergenza non sono però da escludere
© benzina
La crisi energetica più grave degli ultimi cinquant'anni richiede misure senza precedenti. Il contesto è noto: lo scoppio della guerra all'Iran mossa da Stati Uniti e Israele ha innescato una spirale inflazionistica sul mercato dei carburanti e dell'energia. Nel Golfo Persico transita un quinto del petrolio mondiale, buona parte di esso diretto anche verso l'Europa.
Rialzi incontrollati
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha conseguenze su tutta la catena di approvvigionamento e comporta un incremento del prezzo del petrolio al barile. Le prossime settimane saranno decisive per capire se un accordo tra le parti - e un'eventuale riapertura - sarà possibile, altrimenti, le conseguenze per l'economia globale potrebbero essere severe. Il Governo monitora e starebbe valutando misure per la riduzione del consumo di combustibili e carburanti. Tra queste, limitazioni all’uso dei veicoli (con l’ipotesi delle targhe alterne).
Come funzionano le targhe alterne
Per ora si tratta soltanto di ipotesi, il Governo valuterà se saranno necessari interventi di mitigazione nelle prossime settimane. Le targhe alterne sono uno strumento a disposizione dei Comuni e del Prefetto che alterna la circolazione dei veicoli in base all'ultima cifra numerica della targa (pari o dispari) in giorni specifici. Solitamente, nei giorni pari circolano i numeri pari, e viceversa. L'ultima volta che in Italia entrò in vigore tale provvedimento a livello nazionale fu nel 1974, parte del cosiddetto programma di Austerity.