SERIE A

Milan a Torino per chiudere bene, Atalanta a Lecce tra Dublino e Champions

I rossoneri pronti a salutare Pioli, che darà spazio a chi ha giocato meno. La Dea a caccia dei tre punti che blinderebbero la qualificazione alla massima competizione europea

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Il Milan a Torino per chiudere con il sorriso la stagione, l'Atalanta per blindare la Champions League, ma con la testa a Dublino. Il sabato della penultima giornata di Serie A propone due partite di valore limitato per la classifica, ma comunque importanti. Si apre a Lecce con la Dea che affronta una squadra già salva: in palio ci sono tre punti che varrebbero la qualificazione aritmetica alla prossima Champions. Ma la squadra di Gasperini, che ha anche una partita ancora da recuperare, pensa alla finale di Europa League di mercoledì contro il Bayer Leverksuen. Il Milan, invece, non ha più niente da chiedere alla sua stagione. Blindato il secondo posto, i rossoneri vogliono salutare al meglio l'era Pioli e aprire un nuovo capitolo della loro storia.

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Tra la finale di Coppa Italia con la Juventus e quella di Europa League col Bayer Leverkusen mercoledì a Dublino, la trasferta di Lecce all'Atalanta serve per i tre punti della qualificazione matematica alla prossima Champions League. In realtà ne basta uno a partita: dopo i salentini e il Torino, ci sarà anche il recupero con la Fiorentina il 2 giugno. La squadra di Gian Piero Gasperini, sotto squalifica al "Via del Mare" e sostituito dal vice Tullio Gritti, punta a risparmiare molti giocatori chiave in vista dell'appuntamento più importante. Assorbita la delusione della sconfitta nel trofeo nazionale, i nerazzurri possono contare nuovamente su Scamacca, assente per squalifica mercoledì scorso e probabilmente destinatario di uno spezzone al "Via del Mare". Mancano gli infortunati Kolasinac, recuperabile per Dublino, e De Roon, col secondo adattato ultimamente in difesa per sostituire il primo, più lo squalificato Koopmeiners, tornati a Bergamo giovedì. Per De Roon, mediano di ruolo, stagione finita proprio all'Olimpico per la lesione del bicipite femorale sinistro. A sostituirlo, Leonardo Mendicino, 18 anni il 25 giugno, 4 presenze in Primavera e 21 nell'Under 23, 6 panchine in prima squadra con ingressi nei pressi del novantesimo il 14 dicembre col Rakow Czestochowa e il 4 febbraio in casa con la Lazio. Nel pomeriggio, dopo due giorni all'Acqua Acetosa, il trasferimento dalla Capitale al ritiro leccese per prepararsi a un avversario già salvo. Di fronte, anche il prestito Piccoli, che il club giallorosso può riscattare a 12 milioni, mentre il contro-riscatto alle casse di Zingonia ne costerebbe 3 in più. Il tecnico dei bergamaschi, nel media day romano di giovedì, ha preannunciato un ampio turnover. Dei titolari di mercoledì, i confermati dovrebbero essere, dalla porta all'attacco, Carnesecchi, Djimsiti in difesa tra Toloi e Scalvini, Ederson e Pasalic, avanzato dietro l'attacco, insieme a Miranchuk o da solo, a sostegno di Scamacca che ha Touré come alternativa. Riposo per Hien, sulle fasce Zappacosta e Ruggeri sostituiti da Hateboer e Bakker, e panchina per gli attaccanti Lookman e De Ketelaere, che però a Roma ha giocato solo il primo tempo e non è detto parta dal 1' col Bayer. La novità in mezzo potrebbe essere Adopo, la cui ultima presenza risale al 28 febbraio a San Siro con l'Inter. L'Atalanta punta a una partenza a razzo, per assicurarsi subito il risultato e gestire poi i cambi nell'ottica del risparmio di energie per la prima finale europea della sua storia.

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Gli ultimi giorni a Milanello, gli ultimi allenamenti, le colazioni o i pranzi, quei gesti e abitudini che sono stati la vita di Stefano Pioli per quasi cinque anni stanno per finire. "Cerco di non pensarci", taglia corto tradendo un po' di emozione alla vigilia dell'ultima trasferta, a Torino contro i granata. È difficile pero' pensare che il tecnico sia riuscito ad estraniarsi dalle voci insistenti che lo danno destinato a fare le valigie. Settimane in cui si parla di futuro segnato e di possibili sostituti. Un clima non semplice e che lo accomuna a Massimiliano Allegri. Per parlare chiaro, parlare di ciò che ha funzionato e di ciò che bisognava migliorare, bisognerà aspettare dopo la partita con la Salernitana di settimana prossima. Sarà l'addio al pubblico di San Siro. Pioli è diffidato e non deve rischiare la beffa di perdersi l'ultimo saluto. Sono le ultime due partite, senza obiettivi da raggiungere perché il secondo posto e matematico, e certa la partecipazione alla Supercoppa. Così ci sarò la chance per chi ha giocato meno nella stagione anche "grazie" all'indsposizione di Theo Hernandez annunciata dallo stesso Pioli. Qualche ora dopo la conferenza, un post su Twitter del francese con le foto dell'allenamento ha scatenato i dubbi dei tifosi. Ma le immagini non sono della rifinitura, Theo non sta bene e non si è allenato. Nessun mistero quindi e spazio alle riserve. Poi sarà il tempo di bilanci e di costruire il nuovo Milan, con le quotazioni di Mark Van Bommel in rialzo. Di fronte ci sarà un Torino che nutre ancora qualche speranza di Europa, anche se solo grazie a una serie di combinazioni particolari.

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