ELEZIONI FIGC

Abete risponde a Malagò e ufficializza la candidatura a presidente della Figc

La mossa dopo che l'ex presidente Coni ha sciolto le riserve: "Non sono espressione di poteri forti. Il programma e i problemi del calcio sono la priorità"

13 Mag 2026 - 11:32
 © ansa

© ansa

Giancarlo Abete si candida alla presidenza della Figc in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno. La mossa dell'attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, prevista da settimane, arriva nella stessa giornata in cui l'ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, aveva annunciato di inviare i documenti per la propria candidatura

"Sono venuto in Figc per il comitato di presidenza e il consiglio, come anticipato presento la candidatura e così potrà iniziare una fase di dibattito e discussione su quelli che sono i contenuti dei documenti programmatici in modo tale da fare il percorso giusto. Quaranta giorni sono molti per discutere dei problemi del calcio", le parole di Abete all'ingresso della sede della Federcalcio di via Allegri a Roma. 

Già presidente della Figc dal 2007 al 2014, Abete non si fa spaventare da quello che sembra un netto vantaggio di Malagò verso le elezioni, con tanti di endorsement della Lega Serie A, delle componenti tecniche, Aic e Aiac, e della Lega Serie B. "Questa è una gara che si evolve andando a confrontarsi sull'attività che si svolgerà", ha detto Abete, "il rischio del mondo del calcio, al di là delle qualità delle persone che si candidano, è che in qualche modo individui le persone e non dei programmi condivisi".

Quindi nessun rischio che il presidente della Lnd si ritiri in corsa: "Non è qualcosa che prendo in considerazione". Abete ottimista? "Sono espressione di una continuità significativa all'interno della Figc che non è basta su poteri forti ma su un certo tipo di coerenza, certi tipi di comportamenti. Sono sereno e fiducioso".

Per il momento, l'unica componente che si è espressa a favore di un candidato è la Lega Pro: "La Lega Pro ha posto un problema di metodo, cioè parlare di contenuti. È l'anello più debole del mondo del calcio professionistico, ha maggiori esigenze. Il problema di natura economica non sta bel calcio di vertice ma nel calcio professionistico di base, a queste realtà bisogna dare attenzione. La Lega Pro deve prima vedere il programma, dovrebbe essere un fatto naturale per tutti, è stato innaturale che sia stata individuata la persona senza discutere nemmeno il programma".