Roma, l'addio a De Rossi tra fascia personalizzata e ipotesi Boca Jrs

Contro il Parma avrà la sua fascia al braccio, Ranieri pagherà la multa. Serata d'emozioni, ma la tensione è alta

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Il giro di campo - c'è da scommetterci - tra le lacrime di un popolo giallorosso, un saluto d'amore intenso ma pronosticato sobrio tra Daniele De Rossi e la Roma. Un addio non condiviso, un torto per i tifosi anche se l'Olimpico già soldout è pronto a malincuore a salutare il proprio "Capitan Futuro". Se dentro lo stadio sarà una festa, tutto intorno la tensione è alle stelle e rischia di rovinare l'ultimo atto in giallorosso di uno dei figli della Roma. I toni si sono alzati parecchio dopo il mancato rinnovo da parte della società, Pallotta è nel mirino e la contestazione contro presidente e dirigente sta assumendo connotanti poco piacevoli. 

Roma-Parma però è solo la sfida di Daniele De Rossi, un secondo addio strappalacrime dopo quello recente di Totti anche se DDR di smettere e fare il dirigente - ha fatto sapere chiaramente - per il momento non ha alcuna voglia. Il futuro è ancora un mistero, ma sarà su un campo di calcio lontano dall'Italia. Il Boca Juniors è una ipotesi da non sottovalutare, un sogno per De Rossi che non ha mai nascosto la passione per i Xeneizes, e sul tema ha parlato il tecnico dei gialloblù Alfaro svelando qualcosa ma non troppo: "De Rossi non è l'unico giocatore che ha mostrato voglia di venire al Boca. Sto parlando di giocatori importanti, ne ho sentiti molti. Ma da qui a che questa utopia diventi realtà c'è molta differenza". Insomma, Boca sì ma non è detto.

Le piste MLS e Giappone restano aperte, ma solo da lunedì perché prima c'è una partita da giocare e un popolo da salutare nel migliore dei modi con la fascia da capitano al braccio. La sua, personale e personalizzata, e chissenefrega della "fascia unica" imposta dalla Lega Serie A in questa stagione: "Daniele giocherà con la sua fascia - ha annunciato Ranieri, anche lui al passo d'addio -. Gli pagherò io la multa". Poi sarà via alla festa, sperando nel buon senso di tutti per evitare un nuovo 17 maggio 2000 quando il saluto al Principe Giannini si trasformò dall'essere una serata ad alto tasso emotivo in un inferno di risse, violenza e devastazioni. Il clima è teso e Pallotta è nel mirino per ogni sua scelta come fu per Sensi a cavallo tra i millenni.

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