ROMA

La favola di Pierluigi Gollini: da gregario a titolare contro il Real Madrid in Champions League

Ha trascorso anni da secondo portiere, cambiando di frequente casacca e senza lasciare il segno. Ora l'infortunio di Svilar dà a Gollini l'opportunità di fermare il Real 

13 Ott 2026 - 16:40
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Prendere la palla al balzo. Pierluigi Gollini ha preso alla lettera il proverbio, nell'ultima domenica di Serie A. Balzo in avanti, balzo in alto. Nel dubbio, l'estremo difensore classe 1995 ha optato per entrambe le cose. Nella partita che ha coinciso con il suo ritorno da titolare in campionato, l'ex portiere dell'Atalanta ha colto l'attimo concesso da una circostanza apparentemente avversa per i capitolini. E sappiamo quanto sia difficile, per un "numero 1", entrare in pista a freddo dopo mesi senza l'adrenalina del campo.  

Nella conferenza di vigilia di Como-Roma, Gian Piero Gasperini aveva notificato l'assenza di Mile Svilar per almeno un mese. Tegola pesantissima dover fare a meno di un portiere dal peso specifico arcinoto, sia con le mani che con i piedi. All'annuncio era deflagrato il timore del tifo romanista, che si affacciava al big match dell'ora di pranzo di domenica senza la sua colonna tra i pali. 

Ce ne sono a bizzeffe di secondi portieri scaraventati in campo per indisponibilità dei propri "superiori". Invece, il "rapper coi guanti" (così il titolo della canzone più celebre di Gollini, nel tempo libero cantante rap) sembrava un titolarissimo. E pare che avesse un conto in sospeso con Nico Paz. In due circostanze, una per tempo, il 95 romanista ha murato l'argentino con uscite coraggiose. La sua manona ha contribuito a fermare il Como di Fabregas, in una seconda frazione di ardua resistenza per Gasp a causa dell'espulsione di Malen. 

Da sottolineare in particolar modo il primo dei due allunghi, che ha impedito alla palla scavata dal trequartista di indirizzarsi verso la porta. Notevole anche l'intervento su un tiro centrale, ma potente, scagliato dal canterano madrileno. Il Real Madrid, guarda un po'. Nel giro di tre giorni i blancos sono nel destino di un portiere che da anni era costretto al ruolo di secondo. Nel giro di poco, da gregario a titolare in porta con i galacticos Mbappé, Vinicius e compagnia. Una favola da raccontare. 

Per dirne una, quella di Dedalo e Icaro. Alla fine dello scorso decennio, Gollini era vicino a toccare il sole. E il momento più vicino al contatto risale al novembre 2019, quando l'azzurro esordì in Nazionale negli ultimi due minuti di gara contro la Bosnia Erzegovina. Era la stagione della prima Champions dell'Atalanta. In un periodo tragico per Bergamo come quello del Covid, l'estremo difensore staccava il pass per gli ottavi con gli orobici e, a pochi giorni dal primo lockdown, otteneva il leggendario successo nel doppio confronto con il Valencia.

Sarebbe seguita la semifinale solo sfiorata durante il quarto di finale contro il PSG. Ma Gollini, in quel 1-2 a Lisbona, non c'era. Rottura del crociato rimediata pochi giorni prima nell'ultima di campionato. Sarebbe stato l'inizio della discesa. Una parabola in picchiata anche a causa di un rapporto andato incrinandosi con Gasperini. I due si sarebbero ritrovati a Roma l'anno scorso.

In mezzo, l'allenatore di Grugliasco inseriva nella sua bacheca personale la Coppa Uefa. Nel frattempo, Gollorius annaspava tra Tottenham, Fiorentina, Napoli e Genoa. Con un filo rosso a unire le avventure in Italia e oltremanica: la panchina. Nel gennaio 2025, il passaggio dal Grifone alla Roma. Il primo gettone sarebbe stato messo un anno dopo, nell'ultima di League Phase di Europa League contro il Panathinaikos. E pensare che, nei primi mesi di Gasp nella capitale, era stato addirittura stato relegato a terzo, alle spalle di Svilar e Devis Vasquez.

A Gollini va riconosciuto il merito di aver saputo aspettare, senza far rumore, e facendosi trovare pronto al momento giusto. In questo mese ai box di Svilar, "Gollo" potrà togliersi le sue soddisfazioni. Ma il portiere ha già di che sorridere. Difendere i pali della Roma. Nel ritorno in Champions League all'Olimpico dopo sette anni. Contro le stelle del Real Madrid. Nonostante tutto, le ali di Icaro sono ancora intatte per volare... tra i pali.