Il caso

Rayo Vallecano, Madrid ritira la concessione per l'uso dello stadio Vallecas: "Situazione di obsolescenza, rischio incidenti"

Il club spagnolo rischia di giocare parte della stagione, o anche tutta, lontano da casa. Il presidente Presa non ci sta e attacca

05 Ago 2026 - 11:12
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Vallecas © Getty Images

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Il Rayo Vallecano ha perso, temporaneamente, la concessione per l'utilizzo dello stadio di casa, Vallecas, a causa di gravi mancanze nella manutenzione e nel rispetto degli obblighi sanitari della struttura. La comunità di Madrid, il governo regionale, ha commissionato ispezioni e perizie presso la struttura che hanno dato come risultato una "situazione di obsolescenza generalizzata" e "grave mancata conformità normativa", condizioni tali da ritenere la struttura non sicura e adatta a ospitare eventi. Inoltre, la società avrebbe inizialmente attivamente impedito agli incaricati di portare a termine i lavori di entrare nello stadio. Il presidente del club Raúl Martín Presa è finito al centro di un vero e proprio terremoto mediatico a causa di ciò, ha ricevuto svariate minacce di morte e qualcuno ha anche spedito una corona di fiori funebre col suo nome a casa di sua madre. Il patron del Rayo ha risposto sulla questione stadio a Marca, cercando di spiegare la situazione e chiedendo scusa. 

Cosa non va nello stadio

 Gli ispettori hanno rilevato in particolare carenze urgenti nei sistemi di protezione antincendio, nelle installazioni elettriche e nell'illuminazione d'emergenza, nonché numerose carenze derivanti dalla mancanza di manutenzione da parte del Rayo Vallecano, che non avrebbe risposto ai requisiti documentali notificati dall'amministrazione regionale. Inoltre, quasi tutta la strumentazione d'emergenza avrebbe superato di gran lunga il proprio ciclo vitale, con elevato rischio di legionella oltre all'impropria trasformazione dell'area ristorante in un magazzino con annessi rischi incendio. Mariano de Paco Serrano, Ministro della Cultura, del Turismo e dello Sport ha quindi preso atto della situazione e sospeso la concessione fino a quando non saranno ripristinate le condizioni corrette.

La difesa di Raúl Martín Presa

 Il presidente del Rayo Vallecano ha iniziato il suo intervento ospite di Marca scusandosi per l'errore umano legato alla mancata trasmissione dei documenti richiesti. "La prima cosa, prima di tutto, è spiegare perché è successo questo e chiedere scusa, perché bisogna scusarsi. Abbiamo fatto un errore amministrativo, un errore umano. Non ne ero a conoscenza... causa del quale un requisito non è stato soddisfatto in tempo. Senza rancore, senza l'intenzione di nascondere nulla e senza alcuna intenzione di non facilitare tutto il lavoro che, come abbiamo sempre saputo, deve essere congiunto tra l'amministrazione, in questo caso la Comunità di Madrid e il Rayo Vallecano, per avere lo stadio nelle migliori condizioni possibili. Non posso accettare che si dica che il Rayo Vallecano non faccia manutenzione e che lo stadio sia stato abbandonato. Non posso ammetterlo in nessun caso. Che alcune cose si possano fare meglio? Ce ne sarebbero stati altri. Siamo aperti a migliorare qualsiasi cosa, ma qui dicono che non si sta facendo nulla. Il Rayo Vallecano ha la sua azienda di manutenzione antincendio. L'ultimo rapporto che abbiamo avuto è del 2023 e attualmente è in fase di revisione affinché tutto funzioni. Vengono controllati la pressione dell'acqua e le lance antincendio. L'acqua esce da tutte le tubature in caso di incendio. I rilevatori di fumo vengono controllati, gli estintori sono in ordine, controllati e posizionati, le luci di emergenza funzionano. Se qualcuna si è fusa, è stato sostituita. Lo stadio è sicuro. Da quando sono presidente, dal 2011, si sono giocate più di 300 partite allo stadio Vallecas in casa e non c'è mai stato un incidente, abbiamo attraversato momenti difficili. Ricordo settembre 2012, quando alcuni vandali sono entrati e ci hanno tagliato tutte le lampadine. Nemmeno quel giorno c'è stato un incidente, abbiamo agito correttamente" ha affermato Presa.

© Getty Images

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Il presidente del Rayo Presa

Le soluzioni, le prospettive

 La comunità di Madrid ha assegnato i lavori a tre aziende diverse dopo aver ritirato la licenza di utilizzo dello stadio, lavori che stanno procedendo. Le tempistiche però sono del tutto incerte, si parla di una assenza del Rayo da due a sei mesi. Intanto, il club sta esplorando soluzioni alternative in cui giocare in caso di chiusura prolungata di Vallecas. Presa ha ribadito che per lui lo stadio è utilizzabile e sano: "Non dobbiamo risolvere un problema che ancora non esiste. Il Rayo lavora con la convinzione che la partita del 20 agosto contro l'Alavés si giocherà a Vallecas. Se tra pochi giorni questa possibilità non esistesse, studieremmo le misure appropriate, come è sempre stato fatto, ma non dovremmo mettere una benda sugli occhi in anticipo".

Le minacce ricevute

 Il presidente del club ha ricevuto nelle ultime settimane minacce e insulti, e ha trattato anche questo tema: "Ci sono situazioni intollerabili qui. Mi scuserò un milione di volte se necessario, ma ci sono limiti che non possono essere superati. Presumibilmente sono i Bukaneros che desiderano che Rayo non giochi a Vallecas per usarlo come arma contro di me. Domenica sera sono apparsi graffiti nello stadio e nel centro sportivo, ma la cosa più grave è successa in un'attività della mia famiglia, dove hanno messo striscioni con minacce di morte. E già il lunedì prima della riunione hanno portato una mia corona funebre a casa di mia madre. Stiamo parlando di una donna di 86 anni, con una grave malattia cardiaca e un pacemaker, che soffriva di ansia. Non si può tollerare..."

© Marca

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La corona funebre spedita a casa della madre del presidente del Rayo Vallecano