Pioli, un interista al Milan: quando l'allenatore confessa la propria fede per gli... avversari

Sarri tifa Napoli, Ancelotti dichiarò che il suo idolo era Mazzola. Ma non sono gli unici

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Un interista alla guida del Milan. La rabbia dei tifosi rossoneri nei confronti della scelta di Stefano Pioli come nuovo allenatore ha dietro (anche) ragioni legate al tifo. "L'Inter è la mia fede", rivelò il tecnico emiliano in un'intervista risalente al 2016 quando sedeva sulla panchina nerazzurra. Ecco allora che queste parole, in un momento di forte contestazione verso la società e la dirigenza, pesano come macigni e aumentano il malcontento. In fondo anche l'esonerato Marco Giampaolo ammise in passato: "Il mio sogno? Allenare l’Inter, che è sempre stata la mia squadra". Tanto che, prima della sfida contro il Genoa ribadì al programma televisivo 'Le Iene': "Nessun cavallo di Troia, ho solo detto che da bambino tifavo Inter fino all’età di 10 anni".

"Io sono un professionista. Se allenassi l'Inter, ma anche il Milan o la Roma, sarei il primo tifoso di questa squadra", disse Antonio Conte alla vigilia di un Inter-Juve del marzo 2013. Innegabile in ogni caso il suo legame con il bianconero, prima in veste di giocatore poi di allenatore vincente. Ma se Conte non ha mai dichiarato una fede e anzi si è pubblicamente detto tifoso delle squadre che allena, altri suoi colleghi hanno rivelato apertamente il proprio tifo. Come il tecnico della Juve Maurizio Sarri: "Allenare il Napoli era il mio sogno fin da bambino: sono nato casualmente nel capoluogo campano da due genitori toscani ma nella mia ingenuità ho sempre pensato che ognuno di noi dovesse tifare per la squadra delle città dove era nato. E così, tra decine di fiorentini, io mi sono trovato sempre a tifare per il Napoli da solo".  "La Fiorentina è la squadra del mio cuore", disse Luciano Spalletti. Tifoso della Viola, almeno da bambino, anche l'attuale tecnico del Toro Walter Mazzarri: "Da bimbo tifavo per la Fiorentina, avevo il poster di Antognoni in camera". Poi le strade della professione hanno portato altrove. Come è successo a Carlo Ancelotti, che adesso guida il Napoli ma che ha un passato rossonero importante: "Il mio idolo era Mazzola, diventai interista grazie a mio cugino – che abitava a Milano – che un giorno mi regalò un completo dell’Inter".

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