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Rapina a casa Donnarumma, chiesti 10 anni per 'Ganito'

Al termine di udienze movimentate, ricostruiti i momenti di terrore durante il furto del 2023 nell’abitazione di Parigi del portiere del Manchester City

11 Set 2026 - 20:20
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Le botte, le minacce col coltello davanti al viso, le grida: la notte di terrore che vissero nel 2023 a Parigi Gianluigi Donnarumma, portiere della Nazionale e a quel tempo del Paris Saint-Germain, e la sua allora fidanzata Alessia Elefante, sono rivissute da ieri nell'aula di tribunale per il processo a carico dei rapinatori che rubarono 350.000 euro. Stasera, l'accusa ha chiesto per gli imputati pene fra i quattro e i 10 anni di carcere.

In aula a Parigi sono comparse tre persone, due erano i mandanti che operavano dal carcere, una un esecutore materiale della violenta rapina. Quella sera, il 21 luglio 2023, erano in sette i banditi che parteciparono al vero e proprio assalto alla casa del calciatore. Tutti schedati per furti, rapine e sequestri, specializzati in operazioni molto redditizie nelle case dei vip della capitale. I fatti sono stati ricostruiti in aula, alla presenza di tre giovani tra 21 e 24 anni fra i quali il tristemente celebre Ilyas Kerbouch, detto 'Ganito' nel mondo della malavita. A soli 21 anni è stato riconosciuto come il capo indiscusso.

A quell'epoca era già in carcere ma - nonostante non abbia ammesso responsabilità - era in grado di organizzare e dare ordini ai suoi uomini all'esterno per l'esecuzione dei colpi. Nel suo cellulare sono state ritrovate immagini, video e messaggi di diversi 'colpi' dei suoi complici. Le due vittime hanno ricordato che si trovavano a letto - nell'appartamento della prestigiosa avenue Montaigne, vicino agli Champs-Elysées - quando, attorno alle 3.20 del mattino, quattro persone con il volto coperto fecero irruzione nell'appartamento spaccando una vetrata. Donnarumma fu colpito al viso, poi i rapinatori cominciarono a frugare ovunque, afferrando denaro, preziosi orologi, borse firmate, un telefono e le chiavi di una Mercedes e di una Lamborghini.

Donnarumma e la compagna furono legati con il cavo di un caricatore del cellulare, poi i rapinatori fuggirono con il bottino, picchiando anche il portiere del palazzo che li aveva fotografati. Impressionanti gli attimi di terrore raccontati da Alessia Elefante, che ha ricordato come uno sconosciuto le saltò sul letto in piena notte mentre dormiva, schiacciandole un cuscino sulla testa e gridando: "I soldi! Gli orologi!". La ragazza, stordita, trovò 2.000 euro in contanti e un orologio Cartier, che diede agli aggressori insieme a gioielli e diamanti. Quando i ladri le chiesero la combinazione della cassaforte, che lei non ricordava, "si innervosirono - ricorda Elefante - pensando che io mentissi, uno di loro prese a darmi colpi sulle gambe. Dissi loro che ero incinta, ma continuarono".

Gigio Donnarumma ha testimoniato di essere stato svegliato da un uomo che gli diceva "zitto!", e che poi lo ha colpito con un tirapugni a più riprese, prima di prendergli la testa e schiacciarla su un cuscino. Poi prese un coltello e glielo appoggiò sul torace, facendo un buco nella t-shirt e una ferita che gli fu poi suturata in ospedale con alcuni punti. Dopo l'esame delle immagini girate dalle videocamere e qualche riscontro nei giri della malavita, due primi sospetti furono individuati come i mandanti, 'Ganito' e 'Kiki', già in carcere, da dove organizzavano le mosse della banda. Il primo è conosciuto per una lunga serie di furti e sequestri, oltre che per una movimentata fuga lo scorso marzo dal carcere di Villepinte, vicino a Parigi. In aula è stato protagonista ieri e oggi di continue offese nei confronti dei poliziotti presenti e adibiti alla sua guardia ("qui fate i duri, in strada strisciate lungo i muri..."). Dieci anni chiesti per lui, nove per il suo amico 22enne Khyan, 'Kiki', anche lui in cella all'epoca dei fatti, ma mandante della rapina. Sei anni per Mokhtar D., uno degli esecutori, l'unico presente in aula.