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C'è l'accordo - contratto da 1,5 milioni di euro l'anno fino al 2030 più bonus legati alla qualificazione ai prossimi Europei, al passaggio del girone e alla conquista del pass Mondiale dopo tre clamorosi flop - ma non ancora la firma. Potrebbe arrivare nel weekend ma probabilmente tutto sarà rimandato a martedì 28 luglio, quando a Roma è in programma il prossimo consiglio federale. Dopo il 'no' del sogno Pep Guardiola, Andrea Pirlo è pronto a prendersi la Nazionale e rimetterne insieme i pezzi dopo l'ennesimo tracollo: deve però prima liberarsi dall'accordo con lo United Fc Dubai. E poi ci sono le perplessità del presidente Figc Giovanni Malagò, che per la panchina azzurra ha sempre puntato sull'ex ct Roberto Mancini già prima della sua elezione.
"Non sono stato contattato", ha risposto secco Mancini alla domanda sul suo coinvolgimento nella corsa alla panchina azzurra. Manca dunque il via libera di Malagò, che alla fine arriverà. Oltre i dubbi, che sono anche quelli dei club di Serie A (Antonio Conte il preferito) e delle altre componenti. Perché il nuovo corso della Nazionale, quello che richiede una rivoluzione del movimento a partire dalle basi, non può iniziare tra i dissidi. E dunque prevarrà la linea portata avanti dal direttore tecnico Paolo Maldini e dal suo braccio destro Leonardo che conduce a Pirlo. "C'è condivisione tra di noi, c'è un discorso che riguarda i prossimi sei anni perché il traguardo è l'Europeo in casa - ha detto Malagò giovedì dopo l'Assemblea della Lega Serie A - Loro non faranno mai nulla che non è condiviso con me, io non farò mai nulla che non è condiviso con loro". Intanto la squadra di quello che sarà il prossimo ct è già pronta: Baronio sarà il suo vice, De Bellis preparatore atletico, Bertoni collaboratore tecnico e Di Martino match analyst.
"Le scommesse sono sempre un azzardo e quindi bisogna cercare anche di fare delle scelte che abbiano un senso logico ed è soltanto il campo che poi deciderà quanto questa una scommessa è una scelta lungimirante, visto che l'accordo dovrebbe essere quadriennale", ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a Sky Tg24, parlando di Pirlo ct. "Io mi ero ripromesso e confermo la mia decisione dei giorni scorsi di fare il tifo per una soluzione e di non esprimere opinioni perché comunque sarei stato il primo supporter del Ct e della Nazionale perché per me la Nazionale è la squadra del cuore e quindi mi auguro soltanto che questa scelta fatta dal presidente Malagò, insieme a Paolo Maldini e a Leonardo, possa portare i risultati sperati sapendo che si tratta di un percorso. D'altro canto Pirlo ha un suo percorso da allenatore dove ha dimostrato il suo valore. Mi auguro che sappia dimostrarlo ulteriormente e poi sarà un problema di sistema dove tutti potranno dare dovranno dare un contributo a partire dai club della Serie A perché nulla succede semplicemente per la capacità dell'allenatore, non è una questione di cognomi una questione di organizzazione", ha aggiunto.