IL DIBATTITO

Pirlo accusato di fare propaganda per la Russia, ma da ct interromperebbe i rapporti con Fonbet

Al centro della polemica una serie di impegni commerciali legati al Paese di Putin

25 Lug 2026 - 12:07
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La scelta di Pirlo ct dell'Italia fa discutere ancora prima dell'annuncio ufficiale. E' giusto che un ruolo così rappresentativo per un Paese possa fare propaganda per la Russia di Putin? Un ct non è un semplice allenatore di club, è una figura istituzionale, un volto che rappresenta l'Italia nel mondo. La polemica, comunque è destinata a spegnersi nell'esatto momento in cui Pirlo sarà nominato ct. Innanzitutto perché la nuova carica gli impedirebbe di essere sotto contratto con una società di scommesse e poi perché il suo ruolo di global ambassador del brand è strettamente legato al fatto di sedere sulla panchina dell'United Fc, squadra degli Emirati Arabi il cui presidente, Sergey Lomakin, ha notevoli interessi nel bookmaker russo. 

La questione dell'incompatibilità tra l'essere ct e svolgere un'attività a favore di una società di betting del Paese di Putin, si sviluppa attraverso due momenti chiave. Pirlo è diventato global ambassador di Fonbet, il principale bookmaker russo, e a far discutere sono state le modalità di comunicazione dell'azienda, che ha presentato l'ingaggio della stella italiana come la prova tangibile che, nonostante le sanzioni e il clima politico attorno a Mosca, fosse ancora possibile coinvolgere icone dello sport globale.

Successivamente, l'ex centrocampista è comparso nella capitale russa per presenziare al Football Day organizzato dallo stesso brand. La sua presenza, coincisa con una fase particolarmente drammatica del conflitto in Ucraina, ha sollevato ferme reazioni da parte di diversi osservatori e atleti internazionali, tra cui lo scheletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, che hanno criticato duramente la scelta di presenziare all'evento.

È doveroso chiarire il quadro: Andrea Pirlo non ha violato alcuna legge, né gli si può negare il diritto, da libero professionista, di stringere accordi di sponsorizzazione o di curare i propri interessi d'immagine. Tuttavia, in un'epoca in cui lo sport è sempre più interconnesso con le dinamiche geopolitiche, la reputazione e i simboli hanno un peso specifico enorme. Il nodo sollevato dai critici riguarda la compatibilità tra l'essere la guida simbolica del calcio italiano e l'essere stato, anche solo a titolo promozionale, il volto di un brand che ha rivendicato quell'accordo come un segnale per superare l'isolamento internazionale della Russia. Il problema, comunque, si risolverebbe subito, visto che i suoi rapporti con Fonbet si interromperebbero al momento della nomina a ct. 

Perché allenare una squadra richiede competenza tattica; rappresentare un Paese, spesso, richiede di fare i conti con un quadro molto più complesso.

Questa è la polemica che sta montando in alcuni ambienti.