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Napoli, Spalletti predica calma: "Già stati in emergenza, non innervosiamoci"

"La  sfida con la Lazio assume peso diverso dopo ultimi risultati. In Russia club seri. Poi c'è lo Spartak..."   

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In vista della gara con la Lazio, Luciano Spalletti predica calma dopo il grave infortunio di Osimhen. "La rosa è di un certo livello, già nelle prime partite era fuori Mertens per l'operazione, a centrocampo c'erano pochi giocatori per tre partite ed abbiamo fatto ciò che volevamo - ha spiegato il tecnico del Napoli -. E' chiaro che da queste risposte si darà un'impronta al cammino che vogliamo fare". "Noi però non dobbiamo dimostrare niente, innervosirci o avere cose da ribaltare, dobbiamo lavorare ogni giorno in maniera seria, questa è la soluzione", ha aggiunto. 

Getty Images

"Dobbiamo essere superiori a ciò che abbiamo proposto la volta precedente, senza farci condizionare - ha proseguito Spalletti analizzando anche la gara in Europa League -. E' chiaro che se andiamo lì a Mosca, sapendo del clima, del meteo e dello stadio, perché sono una grande realtà nel loro contesto, e poi prendiamo una situazione dopo 30 secondi, il primo che deve fare un esame sul lavoro sono io". "E' piu' importante a volte un silenzio per ritrovare il comportamento anziché frasi fatte", ha aggiunto.

Poi qualche considerazione sulla partita contro la Lazio. "La sfida di domani assume un peso diverso perché veniamo da 2-3 risultati che non sono stati quelli che avremmo voluto e perché davanti abbiamo una squadra del nostro livello - ha spiegato il tecnico azzurro -. Fa parte di quelle sette proprietà del condominio anche la Lazio". "Servirà una continua evoluzione, di dove vogliamo portare il nostro calcio e lavorare seriamente ogni giorno senza lasciarsi ribaltare da un risultato - ha aggiunto - .Dentro ogni partita poi ci sono gli episodi che cambiamo bruscamente l'andamento delle cose, purtroppo e' cosi' anche se hai perso non significa che il lavoro è stato sbagliato".

Quanto alle polemiche per la mancata stretta di mano a fine partita con il tecnico dello Spartak Mosca, Rui Vitoria, Spalletti ha le idee chiare. "Vedo questa passione nel voler farmi cambiare, ma io non ci tengo. Mia mamma a 90 anni mi dice non cambiare. In Russia ci sono stato, ci sono persone vere che hanno un comportamento serio - ha spiegato  -. Ci sono club seri, che sanno stare nel calcio europeo, e poi c'è lo Spartak che può fare ciò che gli pare, è diverso dalle altre". "Magari interessa dire che sono nervoso o altro, forse non interessa a nessuno che i calciatori dell'Inter, nonostante si dicesse che avevo gestito male, che avevo fatto confusione, sono venuti tutti ad abbracciarmi". 

Infine qualche parola su Maradona a un anno dalla morte. "Diego è sempre nei pensieri dei calciatori, non solo dello sportivo per averlo ammirato, ma ci sono anche calciatori che vorrebbero ripercorrerne la grandezza, anche nelle canzoni che cantano". "In ritiro in una cena sono venute fuori anche le canzone di Diego. Non importa capire se e' stato un buon esempio o meno, il più grande numero 10 o no - ha proseguito il tecnico del Napoli -. Ciò che è fondamentale è il vuoto che ha lasciato, la sensazione di spazio lasciato al niente, lo smarrimento totale che non si era mai visto nella storia del calcio". "Ed e' riduttivo parlare solo di storia del calcio, è stato il più grande di tutti - ha aggiunto -. Ci ho giocato una volta contro e ricordo benissimo cosa creò come difficoltà". "Per capire la sua anima, va ascoltato quando cantava forse più che visto in campo - ha concluso -. La sua grandezza è come faceva sentire gli altri e quanto li faceva diventare grandi". 

 

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