SERIE A

Niente rimonta: il Napoli consegna all'Inter il primo match-point

Conte prima della partita ci sperava ancora, la squadra ha messo in atto una delle prestazioni peggiori e ha perso in casa dopo 495 giorni

di Enzo Palladini
18 Apr 2026 - 20:52
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Chissà quanta rabbia turbinava nella testa di Antonio Conte dopo la sconfitta con la Lazio. Tutto si aspettava, tranne che di crollare così e di concedere il primo match-point all’Inter già alla quintultima giornata. Se in teoria ai nerazzurri bastano ormai 4 punti per conquistare il titolo, in pratica basterebbe una mancata vittoria degli azzurri venerdì 24 contro la Cremonese, a quel punto l’Inter battendo il Torino in trasferta domenica 26 aprile sarebbe campione d’Italia aritmeticamente, a patto che il Milan non conquisti sei punti nelle prossime due gare. Una combinazione che fino a un paio di giorni fa sarebbe stata definita “impossibile”, ma vista la prestazione della squadra di Conte contro la Lazio, tutto diventa verosimile.

Prima della partita Conte era stato chiaro. Aveva detto che “il secondo è il primo dei perdenti” e che comunque “alla fine secondo o quarto non cambia niente, l’importante è andare in Champions League”. Vero, ma adesso c’è anche il rischio che venga perso il secondo posto, con il Milan staccato di soli tre punti che potrebbe rientrare. Certo per uno come Conte questo epilogo deve essere una sofferenza indicibile e indescrivibile.

Il dato più preoccupante è che contro la Lazio, il Napoli non ha mai praticamente tirato in porta, il portiere avversario Motta ha svolto un lavoro di ordinaria amministrazione. Gli schemi non hanno mai funzionato, Hojlund non è stato mai servito, De Bruyne non ne ha azzeccata una e anche McTominay era più nervoso che efficace. Una contraddizione in termini, perché gli azzurri avevano offerto prestazioni molto migliori in periodi che li vedevano privi di molti giocatori importanti. Ora che piano piano stanno rientrando tutti, la squadra ha ceduto in maniera improvvisa. Nelle precedenti partite si era visto un Napoli capace di reagire a un primo tempo negativo con una grande reazione. Sembra proprio che sia finita la benzina, soprattutto per quei giocatori che hanno tirato la carretta più di tutti gli altri.

Testa, cuore e gambe è il motto di Antonio Conte, praticamente da sempre. Nel periodo che ha preceduto questa sconfitta, il motto era stato messo in pratica. Stavolta no, in maniera assoluta. È mancato tutto, soprattutto il cuore e le gambe. Sono mancati quei sacrifici che avevano consentito ai napoletani di tenere vivo il sogno scudetto. Non sembrava nemmeno una squadra di Conte, perché è arrivata alla fine senza mai dare l’impressione di poter cambiare qualcosa.

Dalla Lazio alla Lazio: il Napoli è tornato a perdere una partita in casa dopo quasi un anno e mezzo. Era l’8 dicembre 2024 e a infliggere quella sconfitta agli azzurri fu proprio la Lazio, esattamente a 495 giorni di distanza. Dalla Lazio alla Lazio: alla fine della passata stagione, i biancocelesti avevano virtualmente consegnato lo scudetto al Napoli con l rigore di Pedro che determinò il 2-2 sul campo dell’Inter. Il calcio è bello perché è come la vita, pieno di coincidenze, di corsi e ricorsi storici. Stavolta la stessa Lazio ha virtualmente consegnato lo scudetto all’Inter.