SERIE A

Resta la peggior partenza del Napoli, ma contro la Lazio gli azzurri hanno dimostrato di essere vivi

Allegri ha qualcosa su cui lavorare e dopo la sosta ritroverà alcuni infortunati per provare a dare un senso alla stagione

di Enzo Palladini
08 Nov 2026 - 15:49
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La differenza tra il Napoli di oggi e quello che tutti, a partire dai tifosi, si figuravano quattro mesi fa, è ancora abissale. I punti e la posizione in classifica sono ancora da lacrime di rabbia, nonostante il pareggio ottenuto contro la Lazio, resta la peggiore partenza degli azzurri da quando sono tornati stabilmente in Serie A. Ne sono consapevoli tutti, dai giocatori che dopo la sconfitta di Porto in Champions hanno dato sfogo a tutte le loro frustrazioni, all'allenatore, passando per i dirigenti e il presidente. L'intervento a gamba tesa di Aurelio De Laurentiis alla vigilia della sfida contro la Lazio è stato un avvertimento chiaro: qualunque pensiero negativo da parte dello spogliatoio deve essere cancellato, la stagione deve trovare un senso. Non è facile come compito, ma va affrontato. 

A distanza di un anno dalla clamorosa esternazione di Antonio Conte ("Non voglio accompagnare il morto"), questo Napoli ha dimostrato di non essere ancora passato a miglior vita. Qualcosa da salvare c'è ed è una base su cui lavorare, anche se alla fine della partita la gente del Maradona non era affatto soddisfatta. Riavvolgendo il nastro della partita, però, si trovano segnali di speranza. Il secondo tempo degli azzurri è stato positivo, le occasioni create sono state diverse. Se i giocatori avessero avuto anche una vaga idea di arrendersi, non sarebbero tornati in campo dopo l'intervallo con quella determinazione, con quella voglia di raddrizzare il risultato. Non avrebbero mantenuto quella calma anche di fronte al rumoreggiare dello stadio. Un esempio su tutti: Noa Lang, fischiato per tutta la seconda parte del primo tempo per un gesto rivolto alla curva, non si è fatto condizionare ed è andato avanti per la sua strada, risultando il più pericoloso dei suoi. 

Il Napoli delle settimane precedenti (salvo il tris Roma-Bodo-Monza) era troppo negativo per essere vero. Non potevano essere messi in discussione dei valori tecnici che nelle due stagioni precedenti avevano prodotto un primo e un secondo posto, sia pure con un altro allenatore. Nella partita contro la Lazio, al di là del sorprendente Lang, si sono visti segnali positivi da diversi giocatori: Gilmour in mezzo al campo ha gestito bene la situazione fino a quando il fiato l'ha sorretto, Vergara ha sofferto un po' Nuno Tavares all'inizio poi ha preso le misure del ruolo che gli è stato richiesto, Olivera ha dato il suo solito contributo di esperienza. Grandi passi in avanti no, ma qualche segnale di ritorno alla normalità. 

Ora arriva una sosta che per il Napoli potrebbe avere un significato molto importante. Diversi giocatori attualmente infortunati sono molto vicini al rientro, Allegri potrà avere molte più scelte per trovare l'assetto giusto. Già questo sarebbe un grande passo in avanti, perché fino a questo momento il modulo degli azzurri è cambiato in continuazione e questo ha indubbiamente influito sull'atteggiamento della squadra e su alcuni automatismi. Sabato 21 novembre si torna al Maradona per Napoli-Torino: sarà un pomeriggio che potrà scrivere una pagina importante nella storia di questa stagione.