SDOTTORATE

Milanissimo... in 21 mesi. E non svegliate Spalletti

Ora spazio alle Nazionali e alla ripresa due supersfide: Lazio-Inter e Juventus-Roma

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Le prime della classe non perdono un colpo. Dopo il 2-1 dell’Inter in casa del Sassuolo, la domenica del pallone vede vincere il Napoli a Firenze e in serata il Milan a Bergamo. Tre esami di maturità esterni superati alla grande, per una classifica che vede racchiuse quattro squadre in sei punti (Napoli 21, Milan 19, Inter 17, Roma 15). Adesso spazio alle Nazionali e alla ripresa (tra il 16 e il 17 ottobre) due supersfide: Lazio-Inter e Juventus-Roma. I 30 gol dell’ultimo turno portano a 224 il conto delle reti segnate in queste prime sette giornate, alla media di 3,2 a partita con due soli 0-0 registrati fin qui su un totale di 70 incontri (entrambi alla seconda giornata: Atalanta-Bologna e Sassuolo-Sampdoria).

AMARCORD – Sono passati poco più di 21 mesi da quando, a Bergamo, il 22 dicembre 2019 l’Atalanta di Gasperini strapazzava il Milan di Pioli con un 5-0 entrato nella storia. Da allora i rossoneri sono diventati… “grandi”, hanno preso a frequentare le zone alte della classifica e sono tornati due volte a Bergamo in questo anno solare 2021: a maggio il 2-0 (doppio Kessie dal dischetto) che è valso la Champions League, ieri il 3-2 con brivido finale che consente al Milan di stare sulla scia del Napoli capolista.

ALLARME – Piccola spia di allarme rosso per la difesa di Pioli. Nelle ultime sei partite, tra Champions e campionato, solo una volta non ha incassato reti (Milan-Venezia 2-0) e Maignan ha dovuto raccogliere nove palloni in fondo al sacco. Nello specifico, sono ben cinque i gol presi negli ultimi 270 minuti (Spezia-Milan 1-2, Milan-Atletico Madrid 1-2, Atalanta-Milan 2-3).

REAZIONE – Il 7 su 7 del Napoli vittorioso a Firenze certifica una volta di più la solidità (fisica e mentale) della squadra di Spalletti. Che ha dimenticato in fretta la sconfitta di Europa League e i tre gol incassati giovedì scorso dallo Spartak. A proposito di gol subiti: tre sono anche quelli al passivo del Napoli in campionato. E a tutti puntualmente è arrivata… una reazione. La rete di Martinez Quarta (pareggiata da quella di Lozano prima del definitivo 2-1 di Rrahmani) fa il paio con quella iniziale di Morata nella sfida al Maradona vinta 2-1 contro la Juventus con i sigilli di Politano e Koulibaly. Due rimonte da 0-1 a 2-1 in due partite tutt’altro che banali. Anche il primo gol subìto dagli azzurri (a Marassi contro il Genoa, autore Cambiaso) aveva visto poi la vittoria in rimonta di un Napoli che era andato in vantaggio con Fabian Ruiz e che poi aveva fatto sua la partita nei minuti finali con la zuccata vincente di Petagna.

SARRISMO – Lontano dall’Olimpico è una Lazio piccola piccola. La scoppola di Bologna (con annessa lezione di calcio impartita da Mihajlovic a Sarri) fa male e fa scattare l’allarme per i biancocelesti. Che dopo aver vinto a Empoli nella giornata inaugurale del torneo hanno rimediato fuori casa tra campionato ed Europa League tre sconfitte e un pareggio (immeritato) subendo 7 gol e segnandone appena uno, su rigore con Immobile nell’1-1 di Torino. Sarri, che in Premier con il Chelsea aveva perso anche con 4 gol di scarto (4-0 in casa del Bournemouth) non perdeva in modo così netto in Serie A dal 3-0 di Firenze che a fine aprile del 2018 costò al Napoli lo scudetto. Un’ultima annotazione, a conferma che il “sarrismo” ancora non è di casa nonostante la sbornia per la vittoria nel derby: dopo le prime 7 giornate la Lazio adesso ha 11 punti, nelle cinque precedenti stagioni con Simone Inzaghi in panchina non era mai partito peggio. Anzi: nel 2017-18 a questo punto aveva 16 punti, nel 2016-17 i punti erano 13, nel 2018-19 dopo le prime 7 giornate era a quota 12 e nelle ultime due stagioni il bottino era esattamente lo stesso di oggi (11 punti).

ON FIRE – Edin Dzeko e la sua seconda giovinezza. E’ in testa alla classifica cannonieri con 6 gol (zero rigori; Immobile ha segnato due dei suoi 6 centri dal dischetto), è a una sola lunghezza dal suo bottino nello scorso campionato, nel suo piccolo è già entrato nella storia dell’Inter. Perché dai tempi di Ronaldo il Fenomeno nessun nuovo acquisto nerazzurro era partito così forte (con 6 reti nelle prime 7 di campionato). Né Vieri, né Milito, né Icardi per fare tre nomi di un certo peso sotto rete… Eppure la partenza sprint non costituisce un record per il bosniaco: nella stagione 2017-18 alla settima giornata di gol Dzeko ne aveva segnati 7 (nell’ordine: uno all’Inter, due al Verona, due al Benevento, uno all’Udinese, uno al Milan). A fine campionato il bottino totale sarà di 16 centri.   

VERGOGNA – Sono in continuo aggiornamento gli umilianti (per i granata) numeri dei derby dell’era Cairo: giocati 25, 20 persi, 4 pareggiati e uno solo vinto. Il tutto nell’arco di 14 anni, dal 30 settembre 2007 all’1 ottobre 2021. Abbiamo spulciato per curiosità lo “score” dei 25 derby precedenti all’avvento della presidenza Cairo. Ebbene, in più della metà delle stracittadine torinesi giocate dal 20 aprile 1988 al 5 aprile 2003 il Toro era rimasto imbattuto, con questo bilancio: 4 vittorie, 9 pareggi e 12 sconfitte. E non stiamo parlando dello squadrone dello scudetto ’76 e neppure di quello del secondo posto dell’85…      

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